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Ordinanza

Ordinanza n. 3980/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la declaratoria di illegittimità del silenzio inadempimento in relazione alla richiesta di concessione di visto per il rapporto di lavoro subordinato per decorso del termine perentorio di 90 giorni dal ricevimento della domanda, come previsto dall'articolo 5, comma 4, del D.P.R. n. 394/1999, con conseguente declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di concludere celermente l'iter procedimentale, con l'adozione di un provvedimento espresso.

Giustizia amministrativa202507645

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza istruttoriaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento sulla richiesta di concessione del visto per lavoro subordinato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha agito per la declaratoria di illegittimità del silenzio inadempimento formatosi sulla richiesta di concessione del visto per lavoro subordinato, deducendo il decorso del termine di 90 giorni dal ricevimento della domanda, previsto dall'articolo 5, comma 4, del d.P.R. n. 394/1999. Ha chiesto la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di concludere celermente il procedimento mediante l'adozione di un provvedimento espresso. Il TAR, tuttavia, non ha definito la domanda, ritenendo necessario acquisire dall'amministrazione aggiornati chiarimenti sulle modalità e sulla tempistica del superamento della preclusione derivante dalla sospensione dell'efficacia del nulla osta.

La decisione

Il TAR ha disposto incombenti istruttori ai sensi dell'articolo 65 c.p.a., ordinando all'amministrazione di depositare una relazione contenente chiarimenti aggiornati sulle modalità e sui tempi necessari per superare la preclusione risultante dalla sospensione dell'efficacia del nulla osta. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio del 12 maggio 2026. Non è stata ancora pronunciata alcuna decisione sulla fondatezza dell'azione avverso il silenzio né è stata dichiarata l'illegittimità del silenzio o imposto un termine per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 4, d.P.R. n. 394/1999

    La disposizione è indicata dal ricorrente quale fonte del termine per la conclusione del procedimento relativo alla richiesta di visto per lavoro subordinato.

  • art. 65 c.p.a.

    È posto a fondamento del potere del TAR di disporre gli incombenti istruttori e di acquisire una relazione aggiornata dall'amministrazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, qualora emergano profili non chiariti relativi alla sospensione o alla preclusione dell'iter procedimentale, il giudice può disporre, ai sensi dell'articolo 65 c.p.a., l'acquisizione di una relazione amministrativa aggiornata prima di decidere sulla sussistenza dell'inadempimento e sull'obbligo di provvedere.
  • La mera deduzione del decorso del termine procedimentale non impone al giudice di definire immediatamente il giudizio sul silenzio quando siano necessari chiarimenti istruttori sulle vicende che incidono sulla prosecuzione del procedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOnere della prova e principio dispositivo

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