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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36776/2022 del 28/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha qualificato la multa di euro 3.000,00 come "pena illegale" in quanto inferiore alla soglia applicabile anche dopo le riduzioni previste (dal minimo legale di euro 5.164,00, applicando la riduzione di un terzo si otterrebbe una sanzione superiore a euro 3.000,00). Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Lecce per il prosieguo

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza ex art. 444 c.p.p. del 04/02/2022 che aveva applicato a Scardino la pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione e una multa di euro 3.000,00 per violazione dell'art. 73, comma 4, d.P.R. 309/1990. Il Procuratore generale ha dedotto l'illegalità della pena pecuniaria: partendo dalla pena base indicata in motivazione (euro 6.000,00 di multa) il giudice sarebbe pervenuto a una multa di euro 3.000,00, riduzione che risulterebbe non conforme ai limiti legali perché, applicando le riduzioni consentite al minimo legale (euro 5.164,00) la multa non può scendere fino a euro 3.000,00

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina il procedimento per l'accordo sulla pena (cd. 'patteggiamento') e la sentenza pronunciata a seguito dell'accordo; la decisione impugnata era stata emessa con questo rito

  • art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen.

    Limita i motivi di ricorso avverso le sentenze ex art. 444: è ammesso il ricorso per specifiche ipotesi, tra cui l'illegalità della pena; dunque il ricorso del Procuratore generale per pena illegale è ammissibile

  • art. 73, comma 4, d.P.R. 309/1990

    Norma che fissa la sanzione (anche pecuniaria) per la fattispecie contestata; la Corte ha richiamato il minimo previsto (euro 5.164,00) e considerato che, applicando la riduzione prevista, la multa risultante non poteva essere pari a euro 3.000,00 senza eccedere i limiti del sistema sanzionatorio

  • art. 24, secondo comma, Cost.

    Richiamato dalla giurisprudenza citata come principio (nell'orientamento delle Sezioni Unite) di divieto di applicazione retroattiva della legge penale più sfavorevole; la violazione di questo principio è considerata nella nozione più ampia di "pena illegale"

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 21368/2019 Savin; Sez. U, n. 37107/2015 Marcon; Sez. U, n. 33040/2015; Sez. U, n. 40986/2018 Pittalà)

    Costituiscono orientamenti chiave sulla nozione di 'pena illegale': la pena è illegale se estranea o contraria al diritto (per specie o quantità), anche quando deriva da norme dichiarate incostituzionali; non rientra nella nozione la mera illegittimità argomentativa se il risultato sanzionatorio è comunque legittimo; nel patteggiamento l'accordo è sul risultato finale della pena

Massime di principio

  • Il ricorso avverso una sentenza di patteggiamento (art. 444 c.p.p.) è ammesso, tra gli altri motivi, quando si contesta l'illegalità della pena ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis: il pubblico ministero può quindi impugnare anche se l'imputato ha rinunciato all'appello
  • La nozione di "pena illegale" comprende le situazioni in cui la sanzione inflitta è al di fuori del sistema previsto dalla legge (per specie o per quantità), cioè quando è inferiore o superiore alla gamma legalmente prevista o è determinata sulla base di una norma inesistente (es. dichiarata incostituzionale)
  • Nella determinazione delle sanzioni pecuniarie occorre partire dai limiti legali (minimo e massimo) e applicare correttamente le riduzioni consentite: non è legittimo concordare una multa che risulti comunque al di sotto del minimo risultante dalle operazioni consentite
  • Se la Corte rileva l'illegalità della pena, può annullare la sentenza senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti al giudice di merito per il prosieguo, salvo casi particolari previsti dalla giurisprudenza
  • La mera critica al percorso argomentativo adottato dal giudice non è sufficiente se il risultato sanzionatorio è comunque legittimo; tuttavia quando il risultato (es. importo della multa) è inconciliabile con il sistema normativo, l'illegalità della pena è configurabile
  • In casi simili la difesa può segnalare, quando possibile, errori materiali o proponibili rettifiche; tuttavia se l'errore riguarda la compatibilità della pena con i limiti legali la soluzione è di rango superiore e può condurre all'annullamento

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