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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9447/2025 del 07/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che aveva confermato gli arresti domiciliari: il ricorrente era indagato per concorso in resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate nei confronti del Car. Sc. Nicola Mogano, che si era qualificato per far desistere l'indagato e un complice dal proseguire una guida pericolosa. Il ricorrente deduceva (1) vizio di motivazione per mancata autonoma valutazione del Tribunale in sede di riesame e per omessa considerazione delle argomentazioni difensive (negazione di aver udito la qualificazione del militare, inconsistenza delle testimonianze, condizioni fisiche che limiterebbero la sua partecipazione all'aggressione) e (2) insufficienza della valutazione delle esigenze cautelari, per non aver tenuto conto delle sue condizioni di salute.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto il rilievo giuridicamente errato: il tribunale del riesame non è tenuto a una nuova "autonoma valutazione" dei gravi indizi come invece il giudice che dispone la misura inaudita altera parte; il riesame deve limitarsi a verificare vizi, assenza o apparente carenza della motivazione. Il motivo che impugna le esigenze cautelari è stato giudicato manifestamente infondato: l'ordinanza originaria era stata emessa a breve distanza temporale dai fatti e su soggetto con precedenti per reati simili, denotando propensione alla violenza e giustificando la misura cautelare. È stata altresì disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 110, art. 337, art. 582, art. 585, art. 61, primo comma, n. 1

    Gli articoli del codice penale indicano le fattispecie contestate: concorso in reistenza a pubblico ufficiale (art. 110 e 337) e lesioni aggravate (artt. 582, 585) con l'aggravante della recidiva o della particolare modalità (art. 61, n.1). La Corte presume la configurabilità degli elementi costitutivi sulla base degli indizi valutati dal giudice di merito

  • Codice di procedura penale

    art. 278, art. 292 (lett. c-bis) e comma 2

    L'art. 278 regola i requisiti per applicare misure coercitive; l'art. 292 distingue la misura adottata inaudita altera parte (per la quale è richiesta l'autonoma valutazione dei gravi indizi) dal riesame: il tribunale del riesame è chiamato a verificare vizi o carenze della motivazione e non a sostituire la propria valutazione del merito probatorio

Massime di principio

  • Il tribunale del riesame non è tenuto a una completa "autonoma valutazione" dei gravi indizi come il giudice che decide inaudita altera parte; il suo compito è verificare vizi, assenza o apparente carenza della motivazione
  • Un'impugnazione fondata esclusivamente su una diversa ricostruzione dei fatti e sulla rinnovata valutazione delle prove è inammissibile in cassazione se non mostra vizi di diritto o carenze motivazionali rilevanti
  • La presenza di precedenti specifici, la prossimità temporale del provvedimento rispetto ai fatti e l'elemento della propensione all'uso della violenza sono elementi che, se adeguatamente motivati, giustificano esigenze cautelari
  • Le condizioni di salute dell'indagato possono incidere sulle esigenze cautelari solo se documentate e concretamente idonee a escludere la capacità di porre in essere condotte pericolose; l'allegazione generica non è sufficiente
  • In sede di cassazione per misure cautelari la Corte verifica la congruenza e la logicità della motivazione del giudice di merito, ma non rimpiazza la valutazione probatoria dei giudici di merito

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