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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21883/2024 del 31/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere adottata per partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e reati connessi. Il ricorrente contestava: insufficienza dei gravi indizi sull'associazione (i collaboratori non avrebbero attribuito loro ruoli), mancanza di affectio societatis e di conversazioni intercettate che li colleghino a operazioni illecite; omissione di motivazione rispetto alle deduzioni contenute nella memoria difensiva (in particolare la mancata considerazione della cessazione dei rapporti con il sodalizio dopo l'arresto del 2019); carenza di attualità e concretezza delle esigenze cautelari dato il lungo intervallo temporale e l'espiazione di una pena; mancata considerazione di misure cautelari meno afflittive.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo (censure sulla valutazione degli indizi, perché configurano rivalutazione del materiale probatorio) ma ha ritenuto fondati il secondo e il terzo motivo. Ha rilevato che il Tribunale del riesame non ha adeguatamente considerato la memoria difensiva e il rilevante arco temporale (fatti fino al 2019) nonché l'espiazione della pena, elementi che incidono sull'attualità delle esigenze cautelari. Di conseguenza ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale del riesame di Catanzaro per un nuovo esame, da svolgere tenendo conto delle considerazioni segnalate; il quarto motivo è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla competenza del Tribunale del riesame nel confermare le misure cautelari; utilizzata nel quadro del procedimento di riesame della misura applicata dal GIP.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Norma relativa agli elementi indiziari; la Corte ha rilevato che le contestazioni che implichino una rivalutazione del quadro probatorio non sono ammissibili in cassazione se non attengono a vizi di legge o manifesta illogicità.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Norma sulle esigenze cautelari; la Corte ricorda che, pur esistendo una presunzione relativa per alcuni reati, il tempo trascorso e l'assenza di condotte successive devono essere espressamente valutati dal giudice nel determinare l'attualità delle esigenze cautelari.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Dispositivo che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; qui richiamato per inquadrare la censura del ricorrente come deduzione di fatto non ammissibile ove consista in mera richiesta di rivalutazione probatoria.

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norma sostanziale sui delitti in materia di stupefacenti, richiamata in relazione al compendio delle accuse a carico del ricorrente.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato per la previsione della presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari; la Corte precisa che tale presunzione va valutata tenendo conto del tempo intercorso e di eventuali elementi che possano indicare attenuazione del pericolo di reiterazione.

  • Legge 16 aprile 2015, n. 47

    Riforma richiamata in tema di misure cautelari: secondo la giurisprudenza e la Corte, la riforma impone al giudice di considerare il tempo trascorso e la possibile attenuazione delle esigenze cautelari.

  • Giurisprudenza (Sez. 4, Addio, 16/12/2015)

    «Ai fini della configurabilità del delitto di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti è sufficiente l'esistenza tra i singoli partecipi di una durevole comunanza di scopo, costituito dall'interesse ad immettere sostanza stupefacente sul mercato del consumo, non essendo di ostacolo alla costituzione del rapporto associativo la diversità degli scopi personali e degli utili che i singoli partecipi, fornitori ed acquirenti si propongono di ottenere dallo svolgimento della complessiva attività criminale»

    Principio interpretativo secondo cui per la configurazione dell'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti è sufficiente una durevole comunanza di scopo; la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame si sia legittimamente avvalso di questo criterio nella valutazione della gravità indiziaria.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione non consente una libera rinnovazione della valutazione degli elementi di fatto: le censure che chiedono una diversa lettura del materiale probatorio sono inammissibili salvo rilevare vizi di legge o manifesta illogicità della motivazione.
  • Nella valutazione delle esigenze cautelari il giudice deve considerare espressamente il tempo intercorso tra i fatti contestati e la decisione e le eventuali condotte successive dell'indagato: un lungo arco temporale senza atti che dimostrino perdurante pericolosità può attenuare o escludere l'attualità del pericolo di reiterazione.
  • Le memorie difensive e le intercettazioni che indicano la cessazione dei rapporti con il sodalizio devono essere valutate e motivate dal giudice del riesame; l'omissione di tale valutazione puo' determinare l'annullamento dell'ordinanza e il rinvio per nuovo giudizio.
  • La scelta della custodia cautelare in carcere deve essere motivata anche rispetto all'irragionevolezza rispetto a misure meno afflittive: il giudice deve spiegare perché tali misure non siano idonee a soddisfare le esigenze cautelari.
  • In presenza di motivazione insufficiente o omissioni rilevanti su aspetti decisivi (attualità esigenze cautelari, circostanze sopravvenute, pena espia ta), la Corte di cassazione può annullare e rinviare il provvedimento per un nuovo esame da parte del giudice di merito.

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