Sentenza del 18/05/2021 n. 2604 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Iva - Detrazione dell'iva sugli acquisti - Concorso di operazioni che danno diritto a detrazione e operazioni esenti - Percentuale di detrazione - Proventi da attività occasionale estranea a quella d'impresa - Non concorrono in via generale al calcolo della percentuale di detraibilità dell'iva - Esercizio di bar - Esercizio di video gioghi - Incassi - Operazioni esenti ex art 10 co. 1 n. 6 d.P.R. 633/72 - Non costituiscono proventi da attività occasionale - Concorrono alla formazione del pro-rata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Controversia sulla corretta determinazione della percentuale di detrazione IVA (pro-rata) per l'anno 2011: la società ha classificato come operazioni esenti e "occasionali" gli incassi derivanti da tre slot machine installate nel bar, esenti ai sensi dell'art. 10 d.P.R. 633/1972; l'Amministrazione ha qualificato tali incassi come parte dell'attività abituale (non occasionale e non accessoria) e ne ha richiesto l'inclusione nel calcolo del pro-rata ai sensi dell'art. 19 e art. 19-bis d.P.R. 633/1972, recuperando maggiore IVA indetraibile.
La decisione
La Commissione d'appello ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto che l'esercizio dei videogiochi (slot machine) all'interno del bar non fosse occasionale né accessorio rispetto all'attività d'impresa e, perciò, gli incassi esenti devono essere computati nel numeratore/denominatore del pro-rata di detraibilità IVA, riducendo l'ammontare di IVA detraibile sugli acquisti. È stata confermata la legittimità dell'avviso di accertamento; le spese del grado sono state compensate.
Norme richiamate
d.P.R. n. 633/1972, art. 19, comma 5
Stabilisce che, in presenza di operazioni imponibili e di operazioni esenti, il diritto alla detrazione IVA si applica in misura proporzionale alle operazioni che danno diritto alla detrazione (principio del pro-rata).
d.P.R. n. 633/1972, art. 19-bis, comma 1 e comma 2
Comma 1: definisce la metodologia di calcolo della percentuale di detrazione (rapporto tra operazioni detraibili e totale comprensivo delle esenti). Comma 2: esclude dal computo per il pro-rata le operazioni che non formano oggetto dell'attività propria del soggetto passivo e le operazioni accessory, ossia quelle occasionali/straordinarie.
co. 5 (menzionato nel testo); nella massima è richiamato anche co. 1 n. 6
Elenca le operazioni esenti da IVA; gli incassi derivanti dall'uso di apparecchi per giochi con vincita in denaro (slot) sono richiamati come esenti in relazione ai commi citati.
TULPS (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza), art. 110, comma 6
Norma che disciplina le attività autorizzate relative agli apparecchi da intrattenimento (slot machine) e la loro installazione nei locali pubblici: conferma che la gestione degli apparecchi è attività riconosciuta e normata.
Massime di principio
- Le operazioni esenti rilevano ai fini del pro-rata salvo che siano provatamente "occasioni" estranee all'attività propria o "accessorie"; l'onere della prova della occasionalità/accessorietà grava sul contribuente.
- Per valutare l'occasionalità si considera la continuità e la regolarità dell'attività, la sua incidenza economica rispetto all'attività prevalente e la rilevanza dei ricavi: attività svolta abitualmente o con ricavi significativi (es. oltre il 10% delle operazioni imponibili) tende a essere qualificata come caratteristica e va inclusa nel pro-rata.
- L'accessorietà va valutata in concreto: se l'attività può essere esercitata autonomamente e non è strumentale a facilitare l'attività principale, non è accessoria e i relativi proventi vanno computati per il calcolo della detraibilità.
- Nel caso di esercizi commerciali (es. bar) con apparecchi di gioco/slot machine, se l'installazione e la gestione sono ricorrenti e producono incassi rilevanti, tali proventi devono essere inclusi nel calcolo della percentuale di detrazione IVA e riducono l'ammontare di IVA detraibile sugli acquisti.
- Per difendersi in situazioni analoghe il contribuente dovrebbe documentare la sporadicità, la occasionalità e l'eventuale natura accessoria dell'attività (contratti, frequenza, ricavi su più periodi, integrazione con l'attività principale); in mancanza di tali elementi la qualificazione come attività abituale è probabile.
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