Cassazione Penale, Sentenza n. 13115/2023 del 29/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 14/07/2022 con cui il Tribunale di Napoli, in sede di riesame, aveva accolto la richiesta di riesame dell'ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere (emessa il 26/06/2022) e aveva escluso il coinvolgimento di AGALBATO nel reato di tentata estorsione aggravata. Il Procuratore ha censurato la motivazione del Tribunale per presunta mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità in ordine alla partecipazione dell'indagato, sostenendo che le conversazioni intercettate dimostrerebbero invece che AGALBATO fosse a conoscenza delle intenzioni di Mallardo e abbia concorso nell'azione intimidatoria; ha altresì ritenuto inverosimili le dichiarazioni di AGALBATO rese nell'interrogatorio di garanzia.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze fossero dirette a contestare la ricostruzione dei fatti operata dai giudici del riesame, materia di fatto non sindacabile in sede di legittimità ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale coerente e priva di illogicità manifeste: il Tribunale aveva valutato la conversazione intercettata e le dichiarazioni dell'indagato ritenendo che AGALBATO non fosse consapevole delle intenzioni estorsive durante l'incontro con Mallardo. Poiché non è stato denunciato un travisamento del contenuto delle intercettazioni (che sarebbe condizione per il sindacato in Cassazione), la censura del Procuratore è manifestamente infondata e il provvedimento impugnato rimane efficace.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. e), codice di procedura penale
Limita il controllo di legittimità alle censure di diritto escludendo la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata; non sono sindacabili in Cassazione la valutazione della rilevanza del compendio indiziario né la diversa ricostruzione dei fatti salvo l'ipotesi di travisamento del contenuto probatorio
Norma che configura l'aggravante (associazione di tipo mafioso) eventualmente collegata ai reati contestati; nella sentenza l'articolo è richiamato a titolo dell'inquadramento aggravatorio del reato di tentata estorsione ma la questione centrale della decisione riguarda esclusivamente la valutazione della partecipazione dell'indagato
Massime di principio
- In sede di Cassazione non è possibile ottenere l'annullamento di una decisione di merito semplicemente perché si propone una diversa lettura fattuale degli elementi probatori: le censure devono essere di diritto o, se attengono a fatti, devono dimostrare un travisamento del materiale probatorio.
- La valutazione del contenuto delle intercettazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito; per sindacarla in sede di legittimità è necessario provare che il giudice ha descritto il contenuto in modo difforme da quello reale (travisamento) e che tale difformità sia decisiva.
- Per impugnare la motivazione di un provvedimento cautelare con successo in Cassazione occorre evidenziare contraddizioni manifeste, illogicità palese o carenza delle ragioni giuridiche significative che sorreggono la decisione; non basta proporre una versione alternativa più plausibile.
- Nelle controversie cautelari, la difesa deve curare la trasparenza dei verbali e la conservazione delle intercettazioni e dei relativi trascritti: se si voglia contestare l'interpretazione data dal giudice, è fondamentale comparare puntualmente il contenuto registrato con la motivazione e segnalare espressamente eventuali travisamenti.
- Il pubblico ministero che impugna una decisione favorevole all'indagato dovrebbe rivolgere le censure su profili di diritto (es. vizio formale, violazione di criteri legali di valutazione) o fornire prova certa del travisamento del contenuto probatorio, altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità.
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