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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19497/2022 del 18/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado nel quadro del fallimento della Holzpallets s.r.l.: contestano la nomina temporanea di un difensore incompatibile (art.106 c.p.p./art.97, comma 4 c.p.p.), vizi di notifica del decreto di citazione in appello (elezione di domicilio e notifiche "a mani proprie" con firme contestate), carenze probatorie circa la qualificazione di Claudio Chierici quale amministratore di fatto e la sussistenza del dolo e del nesso causale per i reati di bancarotta, errori nella valutazione e commisurazione della pena (mancata prevalenza delle attenuanti generiche, presunta duplicazione del parametro aggravante ex art.219 l.fall.), nonché confusione o sovrapposizione delle singole condotte distrattive contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi proposti da Claudio Chierici, Simone Chierici e Angela Dall'Aglio, ritenendo infondati o generici i motivi dedotti (tra cui la mancata dimostrazione di un pregiudizio concreto per la nomina difensiva, l'assenza di querela di falso sulle firme di notifica, l'insindacabilità delle valutazioni di merito non manifestamente illogiche e la legittima ricostruzione del ruolo di "amministratore di fatto"). Pertanto la decisione di merito è di fatto confermata; i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento, a titolo di ammenda, di euro 3.000 complessivi.

Norme richiamate

  • art. 106 cod. proc. pen.

    L'incompatibilità del difensore deve essere allegata e dimostrata con riferimento all'effettivo e concreto pregiudizio subito; non determina nullità automatica se non provato il danno.

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente la nomina temporanea di un difensore d'ufficio per adempimenti limitati (es. costituzione per rinvio); tale nomina non produce automaticamente nullità per incompatibilità se non è seguito pregiudizio concreto.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    La nullità della citazione è assoluta solo quando l'assenza del difensore abbia determinato l'omissione di atti essenziali; diversamente può operare la sanatoria.

  • art. 169 cod. proc. pen.

    Regola l'elezione di domicilio; la sua violazione non comporta automaticamente nullità della notificazione se è comunque dimostrata la conoscenza dell'atto da parte dell'imputato.

  • art. 171, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma sulle modalità di notifica; l'asserita apocrifia delle firme richiede la querela di falso su atto fidefacente e non è sindacabile in Cassazione senza tale iniziativa.

  • art. 216 Legge fallimentare

    Riferimento alle fattispecie di bancarotta documentale; la Corte ha richiamato che per tali reati non è necessario un nesso causale tra irregolare tenuta dei libri e dissesto.

  • art. 219 Legge fallimentare

    Aggravante rilevata dal giudice di merito sulla base della gravità e dell'entità del danno, utilizzata legittimamente nella motivazione della commisurazione della pena.

  • art. 223, comma secondo, n. 1, Legge fallimentare

    Richiamata nei confronti delle ipotesi di bancarotta impropria per falso in bilancio e del rapporto con altre fattispecie penali societarie; la valutazione di concorso o assorbimento è di merito.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; il giudice di merito ha adeguatamente richiamato tali criteri per giustificare la misura vicino al minimo edittale.

  • art. 184 cod. proc. pen.

    Sanatoria delle notifiche irregolari quando risulti la conoscenza effettiva dell'atto da parte del destinatario; applicata ove pertinente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese per ricorsi inammissibili; applicata dalla Corte con condanna anche alla cassa delle ammende.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 22474/2016 (Passarelli)

    Principio consolidato secondo cui, per la bancarotta fraudolenta patrimoniale, non è necessaria la prova di un nesso causale tra distrazione e fallimento e il dolo è generico: sufficiente la volontà di destinare i beni a finalità estranee alla garanzia dei creditori.

Massime di principio

  • La nomina temporanea di un difensore d'ufficio per atti limitati non integra automaticamente nullità per incompatibilità: l'interessato deve dimostrare un pregiudizio concreto e specifico alla difesa.
  • Le notifiche "a mani proprie" sono opponibili se risultano documenti fidefacenti; la contestazione della firma richiede la querela di falso per essere efficace in giudizio.
  • Le valutazioni di fatto del giudice di merito (es. ruolo di amministratore di fatto, ricostruzione delle condotte distrattive) sono insindacabili in Cassazione a meno che la motivazione non presenti manifesta illogicità o contraddizioni evidenti.
  • In materia di reati fallimentari, la giurisprudenza di legittimità ammette che non sia necessario provare un nesso causale diretto tra le condotte di distrazione e la dichiarazione di fallimento; è rilevante il depauperamento patrimoniale e la destinazione diversa delle risorse.
  • La determinazione della pena, se vicina al minimo edittale e adeguatamente motivata con riferimento ai criteri di cui all'art.133 c.p., è difficilmente sindacabile in sede di legittimità.
  • Le censure generiche, ipotetiche o tardive (non sollevate nel corso del giudizio di merito) sono inammissibili in Cassazione; bisogna articolare e documentare specifiche doglianze e, quando necessario, proporre i mezzi probatori (es. querela di falso).

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