Cassazione Penale, Sentenza n. 32597/2023 del 26/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Torino che aveva confermato e parzialmente riformato la condanna di Tognini, nella qualità di amministratore unico di Edilfutura srl ed Edificando srl, per reati fallimentari: bancarotta fraudolenta distrattiva (per distrazioni patrimoniali di entrambe le società), bancarotta documentale (per irregolarità/omissioni contabili) e bancarotta impropria da operazioni dolose (prestazione di fidejussione da Edificando srl per oltre 900.000 euro a garanzia di debiti personali dell'imputato e della sorella). Il ricorso ha articolato otto motivi: carenza di motivazione circa il dolo dei reati di bancarotta distrattiva; carenza di motivazione sul dolo della bancarotta documentale; mancata valutazione dell'aggravante ex art. 219 LF (danno di rilevante gravità); omissione del giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche (art. 62-bis e art. 133 c.p. richiamati dalla difesa); insussistenza del nesso causale tra la fidejussione e il dissesto di Edificando e, correlatamente, mancanza dell'elemento soggettivo per il reato di cui all'art. 223 LF; erronea quantificazione e motivazione degli aumenti di pena per reati satellite e questioni procedurali inerenti la determinazione complessiva della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo complessivamente infondato. In sintesi: i primi due motivi (mancanza di motivazione sul dolo per le distrazioni) sono inammissibili perché sollevati per la prima volta in Cassazione; analogamente altri motivi sono ritenuti inammissibili per genericità o per essere stati insufficientemente dedotti in appello. Quanto ai profili trattati nel merito, la Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata sul dolo nella bancarotta documentale (dolo desumibile con metodo logico-inferenziale, e, se connesso a distrazioni, desumibile dalla responsabilità patrimoniale) e ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente collegato le irregolarità contabili alle distrazioni accertate. Sui profili relativi alla fidejussione e al nesso causale con il dissesto di Edificando, la Cassazione ha confermato che la prestazione di garanzia era estranea all'oggetto sociale, funzionale a esigenze personali, per importo (circa 930.000 euro) tale da influire negativamente sul patrimonio societario; il nesso causale e l'elemento soggettivo (anche in forma di dolo eventuale) sono stati ritenuti adeguatamente motivati. Infine, la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della disciplina della continuazione/accertamento della pena per i reati satellite e non ha ravvisato vizio nella determinazione complessiva dell'aumento di pena, considerandolo logicamente giustificato e di modesta entità. Pertanto il rigetto del ricorso conferma la condanna così come ratificata dalla Corte d'Appello (pena complessiva risultante dalla sentenza impugnata).
Norme richiamate
La circostanza aggravante del "danno patrimoniale di rilevante gravità" richiede che il valore dei beni sottratti e il danno complessivo alla massa creditoria siano di entità rilevante; la Corte ha ritenuto tale aggravante adeguatamente valutata in relazione alle distrazioni accertate
Le "operazioni dolose" (art. 223) includono atti di gestione intrinsecamente pericolosi per la salute economica dell'impresa; la prestazione continuativa di fidejussioni per importi superiori al patrimonio, senza significativa contropartita e a favore di terzi collegati, può integrare tale fattispecie e concorrere al fallimento; il dolo può consistere anche in dolo eventuale (accettazione del rischio)
Legge fallimentare - art. 216 (e art. 217)
Per la bancarotta documentale (art. 216) il dolo va desunto con metodo logico-inferenziale dalle modalità della condotta e, in particolare, può essere desunto dalla responsabilità per fatti di bancarotta patrimoniale o dalla sistematicità/gravità delle omissioni; l'evento materiale (scritture non ricostruibili) è comune alla bancarotta semplice (art. 217) ma non comporta automaticamente il dolo
Disciplina della continuazione: i reati concorrenti possono essere valutati nel cumulo speciale previsto dalla legge fallimentare; il giudice deve individuare il reato più grave e motivare gli aumenti per i reati satellite, con grado di motivazione proporzionato all'entità degli aumenti
Norma sulle circostanze attenuanti generiche: il loro riconoscimento e il giudizio di prevalenza rispetto alle aggravanti è una valutazione discrezionale del giudice di merito che sfugge al sindacato di legittimità salvo illogicità manifesta
Criteri di determinazione della pena: rilevano nel confronto tra attenuanti e aggravanti ma la loro applicazione concreta è rimessa alla discrezionalità motivata del giudice di merito
Disposizioni di attuazione c.p.p. - disp. att. art. 173
Limiti di enunciazione dei motivi in appello: la Corte ricorda che la Cassazione non può essere chiamata a decidere questioni e accertamenti di fatto nuovi non dedotti nel giudizio di merito
Massime di principio
- In Cassazione non si possono formulare per la prima volta questioni di fatto o nuovi temi di contestazione; i motivi che esigono nuovi accertamenti probatori o ricostruzioni fattuali sono inammissibili
- Il dolo nei reati di bancarotta documentale non deriva automaticamente dallo stato delle scritture: deve essere ricostruito con metodo logico-inferenziale e può essere dedotto dal contesto probatorio, in particolare dalla presenza di distrazioni patrimoniali collegate
- Operazioni societarie formalmente incluse nell'oggetto sociale (es. fidejussioni) possono integrare l'ipotesi di "operazioni dolose" se sono estranee all'interesse sociale, svolte continuativamente per importi sproporzionati e senza contropartita, e quindi idonee a compromettere la "salute" economico-finanziaria della società
- Non è necessario che la garanzia sia stata escussa perché una fidejussione possa concorrere nel determinare il dissesto: è sufficiente che l'operazione abbia rilevante valenza eziologica e sia stata prevedibilmente idonea a cagionare o aggravare il dissesto (anche in termini di dolo eventuale)
- Il giudizio di bilanciamento tra attenuanti e aggravanti è riservato al giudice di merito; la Cassazione interviene solo in presenza di motivazione illogica o arbitraria
- In caso di reati continui o plurimi collegati a diverse procedure concorsuali, è necessario applicare correttamente la disciplina della continuazione/accertamento del cumulo: il giudice deve individuare il reato più grave, calcolare la pena base e motivare gli aumenti per i reati satellite, con grado di dettaglio proporzionato all'entità degli aumenti
- Per contestare il nesso causale tra singole operazioni e il dissesto occorre proporre deduzioni probatorie specifiche e coerenti (es. dimostrare l'assenza di depauperamento o che il dissesto derivi da fattori estranei), altrimenti il nesso può essere ritenuto provato sulla base del quadro probatorio esistente
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