Cassazione Penale, Sentenza n. 41706/2025 del 30/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Gli appellanti hanno dedotto plurime censure. Alfarano ha contestato l'affermazione della sussistenza del tentativo punibile (vizi di applicazione di legge e motivazione), sostenendo che le condotte fossero meri atti preparatori e che, comunque, fosse configurabile la desistenza volontaria; ha inoltre censurato la valutazione probatoria delle intercettazioni e delle deposizioni. Leotta ha impugnato la motivazione in punto di identificazione personale e di prova tecnica: ha denunciato travisamenti delle consulenze medico-legali e peritali (sulla natura della cicatrice alla regione glutea e sull'assenza di corpi estranei), l'erronea valorizzazione della confessione e dell'intercettazione (in particolare l'uso del nome "Damiano"), nonché la violazione della regola sulla acquisizione di dichiarazioni di altro procedimento (art.513 c.p.p.).
La decisione
La Corte ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha confermato che le condotte degli imputati hanno superato la soglia della mera preparazione: erano armati, hanno pedinato la vittima, l'hanno identificata e si sono posti in posizione esecutiva prossima all'azione omicidiaria; il tentativo è rimasto incompiuto per eventi esterni imprevedibili (in particolare l'intervento delle forze dell'ordine). Sulla desistenza volontaria ha ritenuto infondato il motivo: l'interruzione dell'azione è addebitabile a fattori esterni (l'intervento dei militari) e non a una scelta volontaria degli imputati, per cui la causa di non punibilità non opera. Quanto all'identificazione e alle prove tecniche, la Corte ha ritenuto congrua la valutazione di merito (intercettazioni, riconoscimenti, tracce ematiche/saliva su passamontagna e guanti, elementi ricostruiti nei precedenti procedimenti) e ha escluso che i rilievi peritali potessero capovolgere la ricostruzione complessiva. Di conseguenza i ricorsi sono stati respinti e resta confermata la sentenza della Corte d'Appello del 5/12/2024, che aveva escluso l'aggravante della premeditazione e aveva rideterminato le pene in anni 12 di reclusione per ciascuno.
Norme richiamate
La Corte ha applicato la nozione di tentativo: punibilità non limitata ai soli atti esecutivi ma estendibile anche ad atti preparatori che dimostrino l'inizio dell'esecuzione e la significativa probabilità di conseguire il risultato, salvo il verificarsi di eventi indipendenti dalla volontà dell'agente
Corte costituzionale, sent. n. 177/1980
"atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto possono essere esclusivamente atti esecutivi"
Citata dalla difesa per sostenere la distinzione tra preparazione ed esecuzione; la Corte di legittimità richiama però orientamenti successivi che permettono di punire taluni atti preparatori quando dimostrano l'inizio dell'attuazione criminosa
Sez. I n. 37091 del 19.7.2023 (giurisprudenza di legittimità)
Richiamata per affermare che sono punibili anche atti preparatori che denotino l'avvio dell'esecuzione quando la condotta abbia significativa probabilità di conseguire l'obiettivo e solo eventi esterni imprevedibili ne impediscano il compimento
Sez. III n. 17518 del 28.11.2018
Richiamata in tema di desistenza: la decisione di desistere deve essere volontaria e non determinata da cause indipendenti dalla volontà dell'agente; se l'interruzione è dovuta a fattori esterni non opera la causa di non punibilità
Richiamato dalla difesa in relazione alla acquisizione di dichiarazioni rese in altro procedimento; la Corte non ha ritenuto fondata la censura che ne impedisse l'utilizzo nel giudizio, laddove la valutazione di merito è stata considerata corretta
Richiamato in rapporto all'utilizzo e alla pertinenza di elementi probatori provenienti da giudizi correlati: la Corte ritiene legittimo il riferimento alle pronunce e agli elementi ritenuti pertinenti e rilevanti ai fini dell'accertamento
Massime di principio
- Tentativo punibile: non è escluso solo perché sussistono atti preparatori; se gli atti dimostrano l'effettivo avvio dell'esecuzione e la concreta probabilità di realizzare l'evento, la condotta è punibile salvo che il compimento sia impedito da eventi esterni imprevedibili.
- Desistenza volontaria: per essere causa di non punibilità deve essere una scelta autonoma e volontaria dell'agente; l'interruzione causata da forze dell'ordine o altri eventi esterni non vale come desistenza.
- Valutazione dell'identificazione: il giudice valuta la prova nel suo complesso; riconoscimenti oculari, intercettazioni, riscontri tecnici (tracce ematiche, saliva, oggetti ritrovati) e coerenza fattuale possono integrare reciprocamente il quadro probatorio anche se singoli elementi peritali sono discutibili.
- Prove tecniche e contrasto peritale: divergenze tra consulenze non impediscono la condanna se la valutazione di merito, motivata e complessiva, privilegia una ricostruzione supportata da molteplici indizi convergenti.
- Uso di elementi provenienti da procedimenti correlati: sono ammissibili e rilevanti se pertinenti al fatto in esame e se rispettano le regole probatorie (art.238-bis); il loro richiamo è consentito quando chiarisce elementi essenziali della ricostruzione fattuale.
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