Cassazione Penale, Sentenza n. 30881/2025 del 15/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 22/04/2025 con tre censure: 1) richiesta di riconoscimento della continuazione fra più reati (contestando il diniego riguardante le sentenze nn. 9, 13 e 14), con dedotta violazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p. e vizio di motivazione; 2) critica alla valutazione della "abitualità" e della mancata considerazione di indici di un disegno criminoso unitario tra le diverse condanne; 3) censura sull'omesso contenimento degli aumenti per i reati satellite, sostenendo che tali aumenti dovevano essere limitati a tre mesi di reclusione come in altri provvedimenti e come già riconosciuto in precedenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il giudice dell'esecuzione ha motivato adeguatamente il diniego di continuazione per le sentenze nn. 9, 13 e 14, basandosi sull'assenza degli indici sintomatici di programmazione unitaria (omogeneità dei titoli di reato, contiguità spazio-temporale, modalità delle condotte, ecc.), e sulla rilevante distanza temporale tra i fatti. Quanto alla terza doglianza, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice dell'esecuzione: gli aumenti contestati erano stati fissati da ordinanze precedenti non impugnate e risultavano superiori ai tre mesi; l'ordinanza impugnata ha anzi corretto una pena illegale riducendo l'aumento complessivo per rispettare il limite previsto dall'art. 81 c.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 81, comma 1, cod. pen. (limite massimo dell'aumento complessivo nel triplo della pena base)
La Corte ha richiamato il limite del triplo della pena applicabile per gli aumenti complessivi; il giudice dell'esecuzione ha corretto la pena per rispettare tale limite riducendo aumenti illegittimi.
In sede di esecuzione il riconoscimento della continuazione richiede una verifica concreta e motivata degli indicatori di programmazione unitaria; il giudice dell'esecuzione non è vincolato da decisioni altrui quando mancano tali indicatori.
Giurisprudenza: Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)
Richiamato il principio secondo cui il riconoscimento della continuazione richiede l'accertamento di concreti indicatori (omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità, programmazione all'origine del primo reato).
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione può valutare autonomamente la sussistenza della continuazione: non è vincolato dalle decisioni di altri giudici quando mancano gli specifici indici di programmazione unitaria.
- Per riconoscere la continuazione è necessaria una motivazione puntuale che valorizzi indicatori concreti (omogeneità dei reati, contiguità temporale, modalità operative, sistematicità e programmazione antecedente al primo reato); la semplice ripetizione di reati non è sufficiente.
- La distanza temporale e l'eterogeneità dei titoli di reato sono elementi rilevanti e possono escludere la continuazione anche se esistono numerose condanne pregresse.
- Gli aumenti di pena per reati satellite possono essere differenziati in base alla natura e gravità di ciascun illecito; decisioni non impugnate che hanno fissato aumenti maggiori legittimano successive conferme salvo che siano manifestamente illegali.
- Il giudice dell'esecuzione deve correggere e rideterminare la pena quando risulta che la somma degli aumenti supera il limite legale (art. 81 c.p.); tale correzione non costituisce reformatio in peius se ha l'effetto di eliminare una pena illegale.
- La difesa che impugni dinieghi di continuazione deve confrontarsi specificamente con la motivazione del giudice e fornire elementi puntuali a sostegno dell'unitarietà del disegno criminoso, non limitarsi a richiami generici ad altre decisioni.
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