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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30773/2025 del 15/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per indebita compensazione (come legale rappresentante della GR COSTRUZIONI s.r.l.s.). Contestazione di violazione di legge e vizio di motivazione: si deduce che la Corte territoriale, pur riconoscendo l'importanza del Libro Unico dei Lavoratori prodotto in sede di verifica fiscale, abbia impropriamente addebitato alla difesa l'onere di depositare tale documento in giudizio; si lamenta inoltre la genericità della deposizione della teste circa la quantificazione degli importi e l'inesattezza del calcolo dei crediti (c.d. "bonus Renzi"), sostenendo la necessità di acquisire gli atti prodotti in sede di accertamento fiscale per valutare la fondatezza delle compensazioni contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la difesa non abbia realmente contrastato il merito delle conclusioni dei giudici di primo e secondo grado, né abbia specificamente dimostrato errori nei calcoli, travisamento del Libro Unico o infedeltà del consulente che aveva partecipato alla verifica. È stato richiamato il principio secondo cui, sebbene il reato di indebita compensazione richieda materialmente l'utilizzo del modello F24, la prova non richiede necessariamente la produzione in giudizio dello specifico F24: la prova può essere fornita con altri mezzi. Poiché è stata fornita prova sufficiente dall'accertamento fiscale e dal Libro Unico presentato in sede di verifica, gravava sulla difesa l'onere di fornire prova contraria; la mancata produzione documentale difensiva ha reso infondate le censure. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 10‑quater D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Il reato di indebita compensazione richiede sul piano sostanziale l'utilizzo di strumenti tipici (es. modello F24) ma, ai fini probatori, non impone la produzione in giudizio dello specifico F24: la prova può essere fornita con altri mezzi coerentemente al principio di libertà della prova.

  • art. 17 D.Lgs. n. 241 del 1997

    Richiamato come norma che disciplina l'uso del modello F24 per l'estinzione dell'obbligazione tributaria; comunque distinto tra requisito materiale del fatto e prova in giudizio.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 24254 del 14/02/2024 (Bonicelli, Rv. 286560‑01)

    «la condotta tipica, che esige, sul piano sostanziale, l'utilizzo di strumenti tipici per l'estinzione dell'obbligazione tributaria, non può essere confusa con la necessaria produzione in giudizio di tali strumenti... altro è il fatto descritto dalla fattispecie... altro la prova richiesta per accertarlo»

    Conferma il principio che l'esistenza materiale dell'atto (uso dell'F24) non coincide con la necessità di produrre quel documento in giudizio; la prova può essere desunta da atti e risultanze della verifica fiscale e da altri mezzi.

Massime di principio

  • Per il reato di indebita compensazione la produzione in giudizio del modello F24 utilizzato non è obbligatoria: la prova può essere fornita con altri mezzi (es. verbali di verifica, Libro Unico, banche dati).
  • Se l'accusa si fonda su risultanze di verifica fiscale e su documenti prodotti in sede di controllo, grava sulla difesa l'onere di controprova specifica (documentale o di fatto) per dimostrare errori nei calcoli o nell'interpretazione dei documenti.
  • In cassazione le censure devono confrontarsi con le risultanze probatorie e dimostrare con specificità gli errori di fatto o di diritto; argomentazioni generiche o meri rilievi sulla mancata acquisizione di documenti rischiano l'inammissibilità.
  • Il principio di libertà della prova permette al giudice di formare il convincimento anche senza la produzione dello strumento materiale tipico, purché la valutazione probatoria sia congrua e sorretta da elementi idonei.
  • In procedimenti tributari-penali, chi intende contestare l'esito dell'accertamento fiscale dovrebbe tempestivamente produrre in giudizio la documentazione che scagioni l'imputato o dimostri errori dei verificatori; l'inerzia dopo l'accertamento può essere interpretata negativamente dal giudice.

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