Cassazione Penale, Sentenza n. 30776/2025 del 15/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
DANESE impugna la conferma della condanna per il delitto previsto dall'art. 171-bis L. n. 633/1941 (duplicazione abusiva di software). Deduce: (i) travisamento dei fatti perché sarebbe stato condannato per un illecito diverso (uso illecito anziché duplicazione); (ii) violazione di legge per il rigetto della richiesta di sostituzione della pena detentiva breve con pena pecuniaria, censurando l'uso da parte del giudice del parametro della "insolvibilità"/condizioni economiche come motivo di diniego.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha ritenuto manifestamente infondata la censura sul travisamento: la condanna riguardava effettivamente la duplicazione abusiva di software (installazione su più computer oltre la licenza). Ha invece accolto il secondo motivo: la Corte ha annullato la parte della sentenza impugnata relativa al rifiuto della sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria, perché la Corte territoriale ha motivato il diniego con la prognosi negativa di solvibilità, parametro non idoneo secondo l'orientamento consolidato della Suprema Corte. Ha rinviato per nuovo giudizio, soltanto sul punto della sostituzione della pena, ad altra Sezione della Corte d'Appello di Catanzaro. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 171-bis L. n. 633 del 1941
Norma sul diritto d'autore utilizzata per contestare la duplicazione non autorizzata di software; la Corte ha confermato che la fattispecie contestata (installazione oltre i limiti della licenza) rientra in questa norma.
art. 56-quater legge 24 novembre 1981, n. 689 (come modificato dall'art. 71, comma 1, lett. d), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)
consente di calibrare la misura della pena pecuniaria alla complessiva situazione economica dell'imputato
La norma, nella nuova formulazione, permette di adeguare la pena pecuniaria alla situazione economica del condannato; la Corte ha richiamato questo principio per affermare che il giudice non può respingere la sostituzione esclusivamente per le difficili condizioni economiche dell'imputato.
Giurisprudenza: Sez. 5, n. 19039 del 17/04/2025 (Faye, Rv. 288012 - 01)
in tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, il giudice non può respingere la richiesta di sostituzione ... sulla base delle disagiate condizioni economiche e patrimoniali dell'imputato, in quanto la prognosi di inadempimento ostativa si riferisce soltanto alle pene sostitutive accompagnate da prescrizioni
Orientamento consolidato richiamato dalla Corte: il criterio della "prognosi di inadempimento" vale solo quando la pena sostitutiva è correlata ad obblighi esecutivi; non è lecito negare la sostituzione per mera insolvenza presunta.
Massime di principio
- La duplicazione di software oltre i limiti di licenza rientra nella fattispecie di cui all'art. 171-bis L. n. 633/1941: il giudice di merito deve ricostruire concretamente la condotta (numero delle installazioni, limite di licenza, soggetto destinatario).
- Per le pene detentive brevi il giudice non può rifiutare la sostituzione con pena pecuniaria esclusivamente sulla base delle difficoltà economiche del condannato; la prognosi negativa di inadempimento può essere rilevante solo se la pena sostitutiva comporta prescrizioni o obblighi esecutivi per i quali valutare la solvibilità.
- Se la Corte di merito motiva il diniego di sostituzione dicendo genericamente che l'imputato è "insolvente" o economicamente "inadempiente", tale motivazione è viziata e può comportare annullamento e rinvio.
- Le censure sul travisamento dei fatti richiedono che il ricorrente dimostri concretamente la discordanza tra il fatto contestato in sede di accusa e il fatto per cui è stato condannato; la mera affermazione non basta se la motivazione di merito documenta la corrispondenza.
- In caso di annullamento parziale per vizio di motivazione su un punto specifico, la Suprema Corte può disporre il rinvio ad altra Sezione del giudice di merito per un nuovo esame limitato a quel capo.
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