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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28314/2023 del 03/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto della Corte d'appello che aveva rigettato la sua istanza di revoca della confisca, relativa ad un immobile sito in Africo intestato formalmente a lei ma ritenuto nella disponibilità del figlio Domenico Antonio Mollica. La Gligora sosteneva che la revoca dovesse essere concessa con riferimento a una parte dell'immobile edificata entro il 1981, provando con due consulenze (2005 e 2021) che quella porzione era stata originariamente costruita dai genitori con costi compatibili con i loro redditi e che era scindibile rispetto alle trasformazioni successive. La Corte d'appello aveva ritenuto tali consulenze non costituire "prova nuova" idonea a revocare la confisca definitiva, rilevando che l'immobile era stato successivamente trasformato con ingenti capitali riconducibili al proposto e che l'intera unità, compresa la parte originaria, era nella sua disponibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto fuori dai casi consentiti e manifestamente infondato. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente individuato l'oggetto dell'istanza (anche relativamente alla porzione dell'immobile indicata dalla ricorrente) e che le consulenze depositate non apportassero elementi di novità rilevanti ai sensi dell'art. 28 d.lgs. n. 159/2011, essendo già noto e valutato che l'immobile era stato successivamente ristrutturato e trasformato con capitali attribuiti al Mollica e posto nella sua disponibilità. Perciò il ricorso non deduceva una violazione di legge percorribile in Cassazione. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 28 d.lgs. n. 159/2011

    Per disporre la revocazione della confisca definitiva è necessaria una "prova nuova": o sopravvenuta dopo il provvedimento definitivo, o preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo la definizione; non è prova nuova ciò che poteva essere dedotto nel procedimento originario salvo forza maggiore.

  • art. 10 d.lgs. n. 159/2011

    I provvedimenti emessi dalla corte di appello in materia di misure di prevenzione sono impugnabili in Cassazione solo per violazione di legge; la valutazione di merito e la logica motivazionale non sono automaticamente sindacabili.

  • art. 606, primo comma, lett. b) cod. proc. pen.

    La Cassazione può censurare la motivazione dei provvedimenti impugnati solo nei limiti previsti dalla norma; non costituisce automaticamente violazione di legge la mera illogicità apparente della motivazione.

  • art. 7 legge n. 1423/1956

    Norma richiamata dalla ricorrente nell'ambito della censura sui presupposti della misura di prevenzione; dalla decisione non emerge che tale norma sia stata ritenuta violata dalla Corte.

  • art. 2-ter legge n. 575/1965

    Norma richiamata dalla ricorrente in relazione alle misure di prevenzione e alle disposizioni antiracket/antimafia; la Corte non ha rilevato violazioni interpretative di tale disposizione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso con condanna alle spese processuali; applicata dalla Corte per condannare la ricorrente al pagamento delle spese.

Massime di principio

  • In materia di confisca di prevenzione la revoca richiede "prova nuova": prove che si siano formate dopo il provvedimento definitivo o che esistessero ma siano state incolpevolmente scoperti dopo la definizione; elementi che potevano essere prodotti nel procedimento originale normalmente non valgono come novità.
  • Se si chiede la revoca solo di una parte dell'immobile, è fondamentale dimostrare in modo chiaro e con prove nuove che quella porzione non è stata trasformata o valorizzata con proventi illeciti e che sia effettivamente separabile sotto il profilo materiale e giuridico.
  • La Corte di Cassazione è limitata a censurare le decisioni della Corte d'appello per violazione di legge; contestazioni fondate solo sulla diversa valutazione dei fatti o su presunta illogicità motivazionale difficilmente sono ammesse.
  • Le consulenze tecniche devono apportare un elemento fattuale non già noto e valutato in precedenza e capace di incidere sui presupposti essenziali della confisca (in particolare disponibilità effettiva dell'immobile e origine lecita o illecita dei capitali impiegati).
  • In caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato è probabile la condanna alle spese processuali e, specie nelle ipotesi previste, a sanzioni economiche in favore della Cassa delle ammende.

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