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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11052/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bettini impugnava in Cassazione, con unico ricorso, le sentenze della Corte d'appello di Roma n. 4999/2015 (decisione sul merito) e n. 1231/2017 (rigetto della domanda di revocazione della prima). Il nucleo della controversia riguardava la validità di contratti preliminari e atti di vendita relativi a un immobile e l'addotta simulazione/frode posta a carico di Napoli e terzi; in sede di revocazione il ricorrente deduceva errori e travisamenti delle domande e delle risultanze processuali, invocando l'art. 395 n. 4 c.p.c.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione sia avverso la sentenza di merito n. 4999/2015 sia avverso la sentenza n. 1231/2017. Motivazione preliminare: il ricorso era tardivo rispetto ai termini perentori previsti dagli artt. 325 e 327 c.p.c., atteso che la notifica della citazione per revocazione (6.10.2015) vale quale notificazione della sentenza impugnata ai fini della decorrenza del termine breve per Cassazione e non risultava disposta la sospensione del termine ai sensi dell'art. 398, comma 4 c.p.c. Inoltre, a titolo subordinato, la Corte ha ritenuto infondati i motivi di revocazione perché attinenti a valutazione di merito (errori di apprezzamento) non riconducibili alle cause di revocazione previste dall'art. 395 n.4 c.p.c. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in complessivi euro 8.200,00 oltre oneri), con distrazione a favore del difensore della controricorrente; è stata data menzione degli ulteriori obblighi contributivi di cui al d.P.R. n.115/2002 art.13.

Norme richiamate

  • art. 2932 c.c.

    Norma richiamata nella domanda di declaratoria e trasferimento della proprietà (azione di specificazione del diritto) relativa al trasferimento per effetto di contratto preliminare: usata nel giudizio di merito come fondamento della pretesa del ricorrente.

  • art. 183 c.p.c.

    Richiamato per le memorie e la fase istruttoria (memoria ex art. 183 c.p.c.): disciplina i poteri delle parti e dei difensori nel conferire elementi probatori e argomentazioni.

  • art. 395 n. 4 c.p.c.

    Limita le cause di revocazione giudiziaria ai casi tassativi indicati dalla norma (tra cui l'errore di fatto revocatorio). La Corte ha ritenuto che i motivi proposti fossero doglianze di merito/valutazione e non rientrassero nelle ipotesi autorizzanti la revocazione.

  • art. 398 comma 4 c.p.c.

    art. 398, comma 4, c.p.c.

    Stabilisce che la proposizione della revocazione non sospende automaticamente il termine per proporre ricorso per cassazione; la sospensione deve essere domandata e concessa dal giudice della revocazione, con effetto dalla comunicazione del provvedimento. Qui non risultò istanza accolta; pertanto il termine per cassazione continuò a decorrere.

  • art. 325 c.p.c.

    Prevede il termine breve per proporre ricorso per Cassazione dalle sentenze di appello; la Corte ha ritenuto che il termine decorresse dalla notificazione della citazione per revocazione e che il ricorso fosse tardivo rispetto a tale termine.

  • art. 327 c.p.c.

    Prevede il termine ordinario (più lungo) per proporre ricorso per cassazione; la Corte ha osservato che anche facendo riferimento al termine lungo il ricorso sarebbe stato comunque tardivo.

  • art. 13 comma 1-quater d.P.R. n.115/2002

    art. 13, comma 1-quater d.P.R. n.115/2002

    Norma sul contributo unificato: la sentenza dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore importo da parte del ricorrente pari al contributo previsto per il ricorso, se dovuto.

Massime di principio

  • La notificazione della citazione per la domanda di revocazione di una sentenza di appello equivale, ai fini della decorrenza del termine breve per proporre ricorso per cassazione, alla notificazione della sentenza stessa: il termine per cassazione decorre da tale data a meno che non sia stata disposta la sospensione ai sensi dell'art. 398 c.p.c.
  • La proposizione della revocazione non sospende automaticamente il termine per ricorrere in Cassazione; occorre specifica istanza di sospensione al giudice della revocazione e l'effetto sospensivo opera solo se e dal momento in cui il giudice l'ha concessa e ne è stata data comunicazione.
  • I motivi di revocazione sono strettamente tassativi: non si possono usare per ottenere una nuova valutazione di merito o per censurare errori di apprezzamento delle prove. Le doglianze che impugnano il giudizio di fatto o la valutazione probatoria non costituiscono, di regola, causa di revocazione.
  • Se il ricorso per cassazione è proposto oltre i termini perentori previsti dagli artt. 325 o 327 c.p.c., deve essere dichiarato inammissibile con conseguente condanna alle spese; l'inosservanza dei termini processuali ha effetti preclusivi gravi.
  • In casi complessi, chi intende proporre revocazione ed eventualmente successiva cassazione deve tempestivamente chiedere al giudice della revocazione la sospensione del termine per cassazione; in mancanza la sentenza d'appello può acquistare efficacia di cosa giudicata.
  • Quando si propongono rimedi straordinari (revocazione) è fondamentale distinguere tra vizi formali/fatti tassativi (ammissibili per revocazione) e contestazioni di merito valutativo, che vanno trattate nelle ordinarie impugnazioni e non con la revocazione.

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