Cassazione Penale, Sentenza n. 12210/2026 del 31/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 28/05/2025 con cui il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali e ha disposto l'espiazione della pena residua in detenzione domiciliare. Il ricorrente deduce violazione di legge (artt. 124, 125, 127, 177, 192, 530, 533, 546, 656 c.p.p. e art. 6 CEDU) e vizio di motivazione, sostenendo che il Tribunale ha travisato le risultanze istruttorie: Giannuzzi avrebbe invece prospettato iniziative risocializzanti, dichiarato la disponibilità di risorse economiche proprie e del coniuge e la disponibilità di un ente convenzionato (Associazione Casa-famiglia Montfort, Ginosa) per svolgere attività di volontariato compatibile con la sua condizione di pensionato.
La decisione
Il ricorso è accolto. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia adottato una motivazione carente e non conforme ai principi di diritto richiamati: ha dato rilievo ad affermazioni apodittiche (mancata consapevolezza del reato) e non ha adeguatamente considerato o ha travisato la documentazione prodotta circa il progetto di reinserimento e le risorse disponibili. La decisione impugnata è annullata e la causa è rinviata al Tribunale di sorveglianza di Ancona per un nuovo esame conforme ai principi indicati (valutare i comportamenti successivi al fatto, riconoscere che è sufficiente l'avvio del processo di revisione critica, non rendere obbligatorio l'immediato adempimento risarcitorio se incompatibile con le condizioni economiche), con indicazione di motivare sulla base di elementi concreti e non di affermazioni generiche.
Norme richiamate
Richiamato come norma pertinente al procedimento; la Corte considera la corretta applicazione delle norme procedurali nel vaglio dell'affidamento in prova e la necessità di motivazione concreta
Invocato nel contesto delle garanzie processuali; la Corte esige che il giudice motivi adeguatamente la decisione impugnata
Rilevante per i profili di valutazione probatoria e di acquisizione di elementi istruttori; la Corte sottolinea che le informazioni devono essere specifiche e non meramente generiche
Richiamato in ragione della valutazione delle prove e della possibilità per il giudice di acquisire elementi; la Corte richiama l'obbligo di un esame concreto degli atti
Cited in riferimento to procedural rules on evidentiary matters; the Court stresses correct application in decisions on benefits
Rilevante rispetto ai vizi di motivazione e alle modalità di impugnazione; la Corte accerta la sussistenza di vizio motivazionale
Richiamato in relazione alle modalità di pronuncia e motivazione dell'ordinanza; la Corte richiede motivazione adeguata e conforme alle risultanze
Citato nel quadro delle impugnazioni e del sindacato di legittimità; la Corte esamina la legittimità della decisione impugnata
Rilevante per il rimedio impugnatorio incidentale; la Corte ha proceduto al controllo di motivazione ai sensi delle norme richiamate
art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
Invocato per vizio di motivazione e per la tutela del diritto al giusto processo; la Corte valuta che una decisione priva di motivazione concreta può integrare profilo di illegittimità rispetto all'art. 6
art. 47 Ordinamento penitenziario
Interpretato come principio che richiede la valutazione dei comportamenti successivi del condannato ai fini dell'ammissione a misure alternative e la valutazione prognostica sul rischio di recidiva
Massime di principio
- Per l'ammissione all'affidamento in prova ai servizi sociali è essenziale valutare i comportamenti e la situazione del condannato dopo il fatto: non è sufficiente assenza di elementi negativi nel passato, è necessario apprezzare in positivo indizi di avvio di revisione critica.
- L'avvio del processo di revisione critica del proprio passato è sufficiente per formulare una prognosi favorevole; non è richiesto un completo ripudio già realizzato.
- La mancata attuazione di condotte riparatorie o risarcitorie non esclude automaticamente l'ammissione alla misura alternativa; va valutata la compatibilità dell'obbligo risarcitorio con le condizioni economiche del condannato.
- Il Tribunale di sorveglianza può acquisire informazioni da qualsiasi fonte (anche organi di polizia), ma tali informazioni devono essere specifiche e concrete; argomentazioni generiche non possono sostenere un diniego.
- Il giudice non è vincolato dai giudizi di idoneità espressi nelle relazioni acquisite, ma deve considerare e motivare il peso di quelle informazioni rispetto alle finalità rieducative e di prevenzione.
- Le decisioni devono fondarsi su motivazioni puntuali e non su affermazioni apodittiche; la carenza motivazionale è causa di annullamento e rinvio per nuovo esame.
- La presenza di un progetto di espiazione esterna concreto (es. ente disponibile per attività di volontariato) e la dimostrazione di risorse, anche limitate ma reali, sono elementi che favoriscono l'ammissione alla misura alternativa se adeguatamente documentati e valutati.
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