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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48611/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro preventivo di euro 234.560,42 disposto dal Gip nei confronti di Calvetta, indagato per concorso in abuso d'ufficio (artt. 110 e 323 c.p.) in relazione all'assunzione, tramite convenzione tra ASP e Camera di Commercio di Vibo Valentia (29 maggio 2018), dell'incarico temporaneo di Segretario generale/Conservatore del Registro imprese per un giorno a settimana, svolto contemporaneamente ai suoi incarichi presso l'ASP. Il PM sosteneva che l'incarico fosse vietato dalla normativa di settore, che Calvetta avesse colluso con i pubblici ufficiali e che il sequestro ex art. 335-bis c.p. fosse comunque legittimo.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente valutato, con motivazione non illogica, la disciplina normativa rilevante e la mancanza del fumus commissi delicti: la convenzione non risultava vietata in modo specifico dalle norme citate e non emergevano elementi probatori idonei a dimostrare la partecipazione concorsuale di Calvetta nell'abuso di ufficio. Inoltre la Corte ha censurato il ricorso del PM per violazione del principio di autosufficienza, essendo mancata l'allegazione degli atti richiamati a sostegno delle censure.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 165 del 2001, art. 30 comma 2-sexies

    Il Tribunale ha ritenuto che, alla luce di tale disposizione, la richiesta di autorizzazione preventiva per lo svolgimento di incarichi retribuiti e la convenzione possano legittimare l'incarico, senza proibizioni esplicite al conferimento in forma convenzionale tra ASP e Camera di Commercio.

  • Legge n. 580 del 1993, art. 20 comma 2 (come riformulato dal d.lgs. n. 219 del 2016)

    Secondo l'interpretazione del riesame, la riformulazione normativa consente il conferimento del ruolo di Segretario generale anche in forma associata o convenzionale e non impone un divieto assoluto di convenzioni tra Camere di Commercio e altre pubbliche amministrazioni.

  • d.lgs. n. 219 del 2016, art. 3 comma 9

    Il Tribunale ha ritenuto che il divieto previsto dal comma 9 (sulla assunzione/impiego nelle Camere di Commercio fino a completamento delle mobilità) non si estende al ruolo di Segretario generale nel senso di vietarne la conferma con la forma convenzionale adottata, in linea con la nota del MISE citata e con la lettura normativa proposta.

  • art. 335-bis c.p.

    Il PM aveva sostenuto la legittimità del sequestro ai sensi di questa norma anche qualora l'illecito sussistesse solo per altri soggetti; la Corte ha però ritenuto che, in mancanza di fumus su Calvetta e di prova di concorso, il sequestro non poteva resistere e che la questione non fosse idonea a sostenere il ricorso per cassazione.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite e altre sezioni)

    Richiamato il principio secondo cui il giudice del riesame deve valutare l'astratta configurabilità del reato ma esercitare un controllo effettivo della congruità degli elementi offerti dall'accusa e delle confutazioni difensive; la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia correttamente esercitato tale controllo senza instaurare un processo nel processo.

Massime di principio

  • Il tribunale del riesame, pur dovendo valutare la sola astratta configurabilità del reato, ha il potere-dovere di esercitare un controllo effettivo sulla congruità degli elementi offerti dall'accusa e sulle giustificazioni difensive; non è un mero atto formale.
  • La legittimità di convenzioni tra amministrazioni pubbliche per il conferimento di incarichi va valutata alla luce della disciplina specifica: l'assenza di un divieto esplicito nella norma consente generalmente la validità della convenzione, salvo elementi probatori contrari.
  • La partecipazione di un esterno (non pubblico ufficiale) a un abuso d'ufficio richiede elementi che dimostrino collusione o contributo consapevole alla violazione; la mera accettazione formale di un incarico o la firma di una convenzione non sono automaticamente sufficienti a fondare il concorso nel reato.
  • Il sequestro preventivo ex art. 335-bis c.p. richiede che sussistano i presupposti specifici anche rispetto al destinatario del provvedimento; la sua legittimità non è automatica solo perché altri soggetti possono aver commesso il reato.
  • In sede di ricorso per cassazione vale il principio di autosufficienza: chi impugna deve allegare o trascrivere gli atti fondamentali richiamati; la mancata allegazione può rendere il ricorso inammissibile.
  • Le note o pareri amministrativi (es. MISE) non vincolano automaticamente l'interpretazione giudiziale della normativa: il giudice valuta la conformità della interpretazione amministrativa al dato normativo.

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