Cassazione Penale, Sentenza n. 3765/2024 del 30/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduceva carenza di gravi indizi in ordine al delitto di rapina in concorso. In particolare contestava che non fosse provata la disponibilità esclusiva da parte sua di un garage ritenuto cruciale in relazione al ruolo logistico nella rapina, dato che i mezzi usati per la fuga erano stati rinvenuti all'interno di quel garage. Sosteneva dunque l'assenza di elementi sufficienti a collegarlo ai fatti contestati.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo il motivo manifestamente infondato e non consentito: la censura si risolveva in una diversa valutazione di merito di circostanze già esaminate dal Tribunale di riesame. La Corte ha richiamato il principio che in materia di misure cautelari il giudice di legittimità può verificare soltanto l'adeguatezza logica e giuridica della motivazione e non riesaminare i fatti né riconsiderare l'attendibilità delle fonti. Il Tribunale di Catania aveva invece motivato puntualmente (movimenti del ricorrente; riprese video; coincidenza temporale con la rapina; traffico telefonico e contatti con altri indagati; agganci di celle nella zona in cui erano stati portati i mezzi; cautele per impedire l'accesso al garage e il possesso del medesimo). Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato al pagamento delle spese e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 628, comma primo e terzo; artt. 81, 110; art. 61 n.7
Gli articoli indicano la fattispecie di rapina e le circostanze aggravanti/nonché il concorso di persone e la determinazione delle pene: la Corte ha ritenuto che la contestazione penale fosse supportata da gravi indizi alla luce delle risultanze probatorie richiamate dal Tribunale
Codice di procedura penale (disposizioni di attuazione)
art. 173 disp.att. cod. proc. pen.
Limita la riproduzione integrale dei motivi nella motivazione della sentenza di cassazione: la Corte riporta che il motivo è stato esposto nei limiti necessari per la motivazione
Prevede adempimenti della cancelleria dopo la pronuncia; qui richiamato per la trasmissione degli atti conseguenti alla dichiarazione d'inammissibilità
Giurisprudenza di legittimità
Sez. 2, n. 27866 del 17/06/2019 (Mazzelli); Sez. F., n. 47748 del 11/08/2014 (Contarini) e altra giurisprudenza citata
Principio consolidato secondo cui in materia di misure cautelari la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nel valutare le fonti e i fatti; può solo verificare la coerenza logico-giuridica della motivazione
Massime di principio
- In materia di misure cautelari la Corte di Cassazione controlla soltanto l'adeguatezza logico-giuridica della motivazione del giudice di merito e non può riassumere o rivedere la valutazione probatoria o la ricostruzione dei fatti.
- Una censura che si risolva nella proposta di una valutazione alternativa dei fatti o nell'affermazione di mancanza di prove senza allegare un vizio di diritto o una contraddizione logico-giuridica rilevante è inammissibile in cassazione.
- Per impugnare efficacemente una misura cautelare in sede di legittimità è necessario dedurre violazioni di legge, errori logico-argomentativi o palese carenza motivazionale, non semplicemente proporre una diversa lettura degli elementi probatori.
- Elementi quali riprese video, traffico telefonico, agganci di celle, coincidenze temporali e modalità di disponibilità di luoghi/beni (es. garage) sono valutati congiuntamente dal giudice di merito per formare il quadro dei gravi indizi: la loro presenza, integrata e congruente, può legittimare la misura cautelare.
- In situazioni analoghe, il difensore dovrebbe concentrare i mezzi di impugnazione su profili di diritto (es. vizio di motivazione logico, omissione di valutazioni rilevanti, contraddizioni) o presentare nuovi elementi probatori non esaminati, piuttosto che limitarsi a una ricostruzione alternativa dei fatti.
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