Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28586/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame della misura cautelare della custodia in carcere, applicata per il reato di tentato omicidio commesso il 25/12/2024 in Crotone in concorso con altri tre. Il ricorrente deduceva vizio di motivazione sulla gravità indiziaria (anche per travisamento dei fatti) e sulle esigenze cautelari, contestando l'attendibilità della persona offesa (Malek Louichi) e proponendo una ricostruzione alternativa: episodio antecedente il giorno prima, responsabilità della vittima nell'uso del coltello, possibile accidentalità delle ferite, legittima difesa e assenza di premeditazione. Inoltre si contestava il pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione come motivazione della custodia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità non possa rivalutare gli elementi di fatto o le valutazioni di merito già compiute dal giudice delle cautelari e dal Tribunale del riesame; il controllo è limitato alla verifica di logicità, congruenza e adeguatezza giuridica della motivazione. La Corte ha condiviso che la motivazione del Tribunale del riesame, saldata a quella del G.I.P., abbia valutato in modo completo e non manifestamente illogico le prove (dichiarazioni della persona offesa, videoriprese, referto medico, consulenza medico-legale) e abbia correttamente ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari (pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio). Ha inoltre ritenuto non fondata la tesi della legittima difesa e ha accolto l'indicazione di elementi indiziari di premeditazione. Conseguentemente il ricorso è stato inammissibile; il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 alla Cassa delle ammende; è stata disposta trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso; applicata qui per condannare il ricorrente alle spese.

  • art. 94 disposizioni di attuazione del c.p.p.

    art. 94, comma 1 ter e comma 1 bis, disposizioni di attuazione del c.p.p.

    Prescrive l'obbligo di trasmettere la decisione al direttore dell'istituto penitenziario quando la sentenza non determina la remissione in libertà; applicata per dare notizia all'istituto carcerario.

  • Principio giurisprudenziale sui limiti del sindacato di legittimità in materia di misure cautelari

    Sez. 4, n. 26992 del 29/05/2013; Sez. 4, n. 22500 del 03/05/2007; Sez. 2, n. 9532 del 22/01/2002; Sez. Un., n. 11 del 22/03/2000; Sez.1, n.1951 dell'1/04/2010

    La Corte ricorda che la Cassazione non può rivedere fatti e valutazioni di merito sulle misure cautelari; il controllo è limitato a verificare la presenza di ragioni giuridicamente significative, la congruenza e l'assenza di illogicità manifesta nella motivazione.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per rivalutare i fatti o le prove in materia di misure cautelari: il ricorso che si limiti a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti senza evidenziare errori giuridici o illogicità manifesta nella motivazione è inammissibile.
  • Le dichiarazioni della persona offesa, se coerenti internamente e concordanti con altri elementi oggettivi (videoriprese, referti medici, consulenze), possono costituire fondamento dei gravi indizi di colpevolezza anche se non corroborate da altro.
  • Videoriprese e riscontri medico-legali sono elementi determinanti per la valutazione della dinamica aggressiva e per escludere tesi alternative (es. accidentalità delle ferite).
  • La legittima difesa è esclusa quando il pericolo era evitabile (es. possibile fuga) o quando la reazione non era proporzionata e non necessaria; la prova della legittima difesa deve essere compatibile con gli elementi oggettivi acquisiti.
  • L'esistenza di un appuntamento/preavviso e la predisposizione di mezzi o comportamenti concordati possono integrare indizi di premeditazione ai fini della gravità indiziaria.
  • Per contestare la custodia cautelare con successo occorre dimostrare incongruenze logiche o carenze giuridicamente significative nella motivazione del giudice, non solo proporre versioni alternative dei fatti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.