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Sentenza

Sentenza n. 1953/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana n. 00592/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202400432

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego definitivo di sanatoria edilizia con contestuale ordine di demolizione e rimessione in pristino relativo a opere realizzate in difformità dalla DIA

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava la sentenza del TAR Toscana che aveva respinto il ricorso contro il diniego comunale di sanatoria giurisprudenziale con opere di completamento. Con il primo motivo deduceva error in iudicando, violazione e falsa applicazione della disciplina regionale sulle serre solari, degli artt. 13, comma 7, e 66 delle NTA del regolamento urbanistico e dell’art. 9-ter del regolamento edilizio comunale. Sosteneva che una porzione del soggiorno abusivamente realizzato potesse essere qualificata come serra solare, poiché destinata al risparmio energetico e certificata secondo norme tecniche UNI, senza che la completa trasparenza dell’involucro fosse requisito decisivo. Con il secondo motivo deduceva violazione delle NTA, carenza di istruttoria e ingiustizia manifesta in relazione alla trasformazione del vano lavanderia in locale tecnico, loggia o tettoia. Sosteneva che la rimozione di alcune pareti vetrate e della copertura avrebbe escluso il computo della superficie nella SUL e impedito di ravvisare modifiche di sagoma e incrementi volumetrici. Contestava inoltre che il Comune avesse motivato il diniego sulla base di ragioni non previamente esplicitate e che il TAR avesse integrato postumamente la motivazione dell’atto.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto alla pretesa serra solare, ha ritenuto che il manufatto, destinato a sostituire parte di un soggiorno abusivo, mantenesse una copertura cieca permanente, incompatibile con la nozione di serra solare prevista dalla disciplina regionale, che richiede sia caratteristiche fisiche riconducibili a una serra integralmente trasparente sia una specifica funzione di risparmio energetico. La finalità energetica non sostituisce il requisito della completa trasparenza, ma si aggiunge ad esso. Il manufatto era inoltre riconducibile, per caratteristiche, a una veranda e comportava incremento di SUL, volume e sagoma in contrasto con la disciplina urbanistica. Il Collegio ha escluso la motivazione postuma, rilevando che la questione era stata espressamente evidenziata nelle comunicazioni procedimentali, nei preavvisi di rigetto e nel diniego definitivo. Quanto al vano lavanderia, ha ritenuto legittima la conclusione secondo cui la rimozione di alcune vetrate non avrebbe trasformato il manufatto in una tettoia: la presenza di parapetti avrebbe lasciato lo spazio libero soltanto su un lato, rendendolo qualificabile come loggia. La loggia concorre alla determinazione della sagoma, della SUL e del volume, sicché permanevano i contrasti con le NTA. Non sono stati ravvisati né difetto di motivazione né sostituzione del giudice all’amministrazione. La società è stata condannata alle spese del grado, liquidate in 4.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 9-ter del regolamento edilizio del Comune di Firenze

    Nel caso in cui la sanatoria giurisprudenziale non sia ottenibile perché le opere [...] sono parzialmente difformi dalla vigente disciplina urbanistico-edilizia, è comunque possibile presentare un’istanza di sanatoria giurisprudenziale con opere di completamento finalizzate a conseguire la conformità dell’intervento alla vigente disciplina edilizio-urbanistica.

    La disposizione comunale consentiva la presentazione di una sanatoria giurisprudenziale accompagnata da opere di completamento; la sentenza non ne decide direttamente la legittimità, concentrandosi sulla non conformità delle opere proposte.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Il TAR aveva rilevato criticità della sanatoria giurisprudenziale prevista dal regolamento comunale in rapporto alla disciplina statale; il Consiglio di Stato non fonda tuttavia su tale questione la decisione di rigetto.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    I preavvisi di rigetto hanno esplicitato le ragioni ostative relative alla qualificazione della porzione come serra solare e alla non conformità urbanistica della trasformazione del vano lavanderia, escludendo la motivazione postuma.

  • DGR Toscana n. 322/2005

    La serra solare è uno spazio ottenuto mediante la chiusura con vetrata trasparente, unicamente finalizzata al risparmio energetico.

    La completa trasparenza dell’involucro costituisce requisito caratteristico della serra solare, cui si aggiunge la finalità di risparmio energetico.

  • D.P.G.R. Toscana n. 64/R/2013, allegato A

    La serra solare è un elemento di architettura bioclimatica [...] costituito da una serra vera e propria finalizzata ad introitare la radiazione solare.

    La disciplina regionale distingue la serra solare dalla veranda sulla base delle caratteristiche dell’involucro edilizio, che per la serra deve essere interamente trasparente, oltre che funzionalmente destinato al risparmio energetico.

  • art. 10, comma 3, D.P.G.R. Toscana n. 64/R/2013

    Dal computo della superficie utile lorda (SUL) sono escluse le seguenti superfici non residenziali o accessorie (SNR) [...] e) le superfici coperte da tettoie.

    L’esclusione dal computo della SUL opera per superfici effettivamente qualificabili come tettoie; non si applica a un manufatto che, per le sue caratteristiche, costituisce una loggia.

  • D.P.G.R. Toscana n. 64/R/2013, allegato A

    Per loggia si intende lo spazio praticabile coperto, aperto sul fronte esterno su uno o più lati [...] delimitato da un parapetto o da una ringhiera. Per tettoia si intende la costruzione o struttura [...] prevalentemente o totalmente priva di tamponamenti esterni [...], libera su due o tre lati.

    La presenza di parapetti che lasciano libero soltanto un lato impedisce di qualificare il manufatto come tettoia e conduce alla qualificazione come loggia.

  • artt. 13, comma 7, e 66 delle NTA del regolamento urbanistico comunale

    Le disposizioni sono state applicate per escludere la conformità degli interventi, in quanto comportanti incremento di SUL e volume lordo e modificazione della sagoma non consentiti.

  • art. 22 D.P.G.R. Toscana n. 64/R/2013

    La loggia concorre alla determinazione della sagoma, della superficie utile lorda e del volume secondo la disciplina regionale richiamata dal giudice.

Massime di principio

  • La qualificazione di un manufatto come serra solare richiede il concorso delle caratteristiche fisiche proprie di una serra, inclusa la completa trasparenza dell’involucro, e della specifica finalità di risparmio energetico; quest’ultima non è sufficiente a qualificare come serra un ambiente con copertura cieca permanente.
  • Un manufatto che, pur essendo dotato di superfici vetrate, mantiene una copertura cieca e presenta caratteristiche funzionali e distributive proprie di un soggiorno o di una veranda non può essere sottratto al computo urbanistico mediante la qualificazione formale come serra solare.
  • La qualificazione edilizia di un’opera deve essere effettuata sulla base delle sue caratteristiche oggettive e non della denominazione attribuita dal privato nel progetto di sanatoria.
  • Una struttura coperta delimitata da parapetti e non libera su almeno due lati non integra una tettoia, ma può qualificarsi come loggia; in tale ipotesi la superficie concorre, secondo la disciplina applicabile, alla determinazione della sagoma, della SUL e del volume.
  • Non sussiste motivazione postuma quando le ragioni ostative alla sanatoria risultano già esplicitate nei preavvisi di rigetto, negli atti istruttori e nel provvedimento conclusivo, anche se il giudice ne organizza o approfondisce la qualificazione giuridica.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioQualificazione degli interventiDistanze, altezze e volumiPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPartecipazione procedimentale

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