Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1830/2023 del 18/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Daloiso era imputato per il reato previsto dall'art. 12, comma 3, lett. a) del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, per aver, nella qualità di responsabile del CAF UGL di Margherita di Savoia, inoltrato allo Sportello Unico per l'immigrazione istanze telematiche corredate dalla documentazione fornita da Giuseppe Antonino, finalizzate al rilascio di nulla osta stagionali per lavoro subordinato a favore di trenta cittadini palestinesi, mentre la documentazione era riferita in realtà all'assunzione di quindici cittadini marocchini. La Corte di appello aveva ritenuto che tali atti fossero diretti a procurare l'ingresso illegale di stranieri in Italia, avvalorando la versione accusatoria di Antonino e ritenendo recessive le dichiarazioni a discarico (figlio dell'imputato e Daniela Oprea). In appello il ricorrente deduceva: 1) vizio di motivazione per la valutazione delle prove testimoniali e per il mancato esame puntuale delle reticenze e imprecisioni di Antonino; 2) errata applicazione della norma penale poiché gli atti compiuti sarebbero stati soltanto formali e non idonei, secondo linee guida Inps e attestazioni amministrative, a consentire l'ingresso degli stranieri e oltretutto la documentazione necessaria non sarebbe stata completata da Antonino.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha confermato la valutazione di merito che ha ritenuto preferibile e attendibile la dichiarazione di Antonino, ritenendola disinteressata, dettagliata e riscontrata dalla documentazione. Ha ritenuto infondata la censura sulla valutazione dei testi a discarico, ritenuti meno credibili sia per incongruenze logiche sia per ragioni organizzative sull'operatività del CAF. Quanto alla configurabilità del reato, la Corte ha richiamato la giurisprudenza per cui "gli atti diretti a procurare l'ingresso" comprendono anche attività preparatorie teleologicamente orientate all'ingresso illecito, che integrano il reato anche se non si è poi concretamente realizzato l'ingresso. Nel caso concreto l'inoltro delle pratiche false costituiva una condizione teleologicamente connessa all'ingresso illegale e dunque integrativa del reato, sebbene l'effettivo rilascio dei nulla osta sia stato impedito dal datore di lavoro che interruppe i rapporti col CAF. Conseguentemente la condanna di primo grado è stata confermata: pena di un anno e sei mesi di reclusione, sospensione condizionale, multa di euro 225.000,00, con riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche equivalenti alla aggravante. Il ricorrente è stato inoltre condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 12, comma 3, lett. a)

    "art. 12, comma 3 lett. a), d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286"

    La norma punisce gli "atti diretti a procurare l'ingresso" illegale dello straniero; la Corte interpreta tali "atti" in senso ampio includendo anche attività preparatorie o burocratiche teleologicamente orientate all'ingresso illecito, che integrano il reato anche se non determinano l'effetto materiale dell'ingresso

  • codice di procedura penale, art. 616, comma 1

    "art. 616, comma 1 cod. proc. pen."

    La norma viene applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La valutazione della testimonianza privilegiata: le dichiarazioni di un testimone disinteressato, dettagliate e riscontrate da documentazione, possono prevalere su testimonianze a discarico vaghe o logicamente incongrue.
  • Atto teleologico e reato di ingresso illegale: atti burocratici o preparatori possono integrare il reato se sono teleologicamente diretti a procurare l'ingresso illegale, anche se l'ingresso non si realizza per cause esterne.
  • Onere di confutazione: chi impugna la valutazione di merito deve indicare argomentazioni precise e concrete sugli elementi di inattendibilità; mere affermazioni generiche di contraddizione non sono sufficienti.
  • Coerenza logico-organizzativa: i giudici possono valutare la plausibilità delle versioni anche sulla base di criteri organizzativi e professionali (es. chi avrebbe dovuto compiere un atto in base alle competenze).
  • Effetto di interruzione del procedimento amministrativo: l'impossibilità concreta di completare il procedimento amministrativo non esclude automaticamente la configurabilità del reato se gli atti compiuti hanno avuto una direzione teleologica verso l'ingresso illecito.
  • Conseguenze processuali dell'esito dell'appello: il rigetto del ricorso comporta la conferma delle pene e l'assorbimento delle spese del ricorrente ai sensi del codice di procedura penale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.