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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46341/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello del 25/03/2022 denunciando carenze di motivazione e violazioni di legge in particolare sull'applicazione e sulla motivazione dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità (art. 219 L. fall.), sulla quantificazione della pena base e degli aumenti per continuazione (art. 81 c.p. e relative disposizioni), sulla mancata considerazione delle società incorporate e del relativo effetto sul danno ai creditori, sulla valutazione delle attenuanti generiche e sul rispetto del divieto di reformatio in peius; inoltre si segnalava l'eventuale incidenza di tali questioni sui termini di prescrizione dei reati

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondate le censure comuni circa la carenza motivazionale sull'aggravante di cui all'art. 219, primo comma, legge fall., annullando la sentenza impugnata limitatamente a tale circostanza e rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro per un nuovo giudizio specifico, reato per reato, sulla sussistenza o esclusione dell'aggravante e, se dovuto, sulla possibile declaratoria di prescrizione. L'annullamento è stato esteso anche a favore del non ricorrente Murgieri (effetto estensivo ex art. 587 c.p.p.). Le restanti questioni (attenuanti, trattamento sanzionatorio generale, continuazione) sono state assorbite dalla decisione, con indicazioni di criteri che il giudice del rinvio dovrà seguire (valutazione specifica per ciascun fallimento della rilevanza del danno ai creditori, motivazione dettagliata per individuazione del reato più grave e per la quantificazione degli aumenti per reati-satellite, attenzione alla distinzione tra continuazione interna ed esterna e al divieto di reformatio in peius).

Norme richiamate

  • art. 219, primo comma, legge fallimentare

    L'aggravante del "danno patrimoniale di rilevante gravità" si applica solo se, oltre al valore delle operazioni distrattive o speculative, si riscontra un effettivo pregiudizio per i creditori, valutato in rapporto all'attivo disponibile per il riparto; va motivata reato per reato e società per società

  • art. 219, secondo comma, n.1, legge fallimentare

    Disciplina la continuazione interna (più fatti di bancarotta nella stessa procedura concorsuale); va distinta dalla continuazione esterna e influisce sul regime sanzionatorio e sul bilanciamento delle aggravanti

  • art. 81, comma secondo, cod. pen.

    Regola la continuazione esterna tra reati relativi a differenti procedure concorsuali: il giudice deve individuare il reato più grave e motivare la quantificazione della pena base e degli aumenti distinti per ciascun reato-satellite

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Fissa il divieto di reformatio in peius in sede di revisione che il giudice deve rispettare; la Corte chiarisce che può variare la struttura della continuazione (e le proporzioni tra fatti) purché la pena complessiva non risulti aumentata rispetto al primo grado

  • art. 157, comma secondo, cod. pen.

    Rilevanza delle modifiche della cornice sanzionatoria (per esempio esclusione di un'aggravante che comporta pena di specie diversa) ai fini del calcolo retrospettivo della prescrizione: il giudice del rinvio deve valutare se, escludendo l'aggravante, il reato sia già prescritto

  • art. 587, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente l'estensione degli effetti di una decisione favorevole anche a soggetti non ricorrenti quando la pronuncia concerne circostanze di carattere oggettivo, motivo per cui l'annullamento sull'aggravante è stato esteso a Murgieri

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma che può incidere sulle determinazioni di pena (es. riduzioni applicate in sentenza), rilevata nella motivazione di rideterminazione di pene singole

Massime di principio

  • L'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità (art. 219 L. fall.) richiede una valutazione concreta dell'incidenza delle condotte sull'attivo disponibile per il riparto e sull'effettivo pregiudizio dei creditori; non è sufficiente il mero ammontare delle operazioni distrattive
  • In presenza di più fallimenti occorre valutare l'aggravante separatamente per ciascun fallimento/società: l'aggravante può sussistere per alcuni reati e non per altri
  • Il giudice che esercita il potere di rinvio deve motivare, reato per reato, la sussistenza o l'esclusione dell'aggravante e considerare le eventuali conseguenze sulla prescrizione, dichiarandola ove, a seguito dell'esclusione dell'aggravante, il termine fosse già maturato
  • Nella quantificazione della pena per reati in continuazione il giudice deve indicare esplicitamente il reato più grave, motivare la scelta e spiegare la quantificazione degli aumenti riferiti a ciascun reato-satellite; la modifica della gerarchia dei fatti è ammessa purché non si determini un aumento della pena complessiva (rispetto al divieto di reformatio in peius)
  • Le attenuanti generiche vanno valutate solo dopo aver compiutamente determinato il disvalore del fatto e la loro applicazione o prevalenza deve essere adeguatamente motivata in relazione alle specificità del caso
  • Occorre distinguere correttamente continuazione interna (art. 219 comma 2 L. fall.) ed esterna (art. 81 c.p.): reati riferibili alla stessa procedura concorsuale seguono il regime della continuazione interna, con conseguenze diverse sul trattamento delle aggravanti
  • Le obiezioni difensive e le consulenze tecniche che prospettano dati societari (attivo/passivo, incorporazioni, riparazioni parziali) devono essere esaminate e confutate esplicitamente dal giudice quando rilevanti per la determinazione dell'aggravante

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