Cassazione Penale, Sentenza n. 35442/2022 del 22/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 18/10/2021 del Tribunale di Bari - Sezione per il Riesame, che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio del Pubblico Ministero limitatamente alle somme di denaro e, nel resto, aveva confermato il sequestro disposto nei confronti di DE SCALA MICHELE in relazione al reato di cui all'art. 648 cod. pen. (ricettazione). Il ricorrente deduceva violazione di legge e carenza assoluta di motivazione circa la sussistenza della ricettazione, contestando l'assenza di elementi sulla provenienza illecita degli oggetti rinvenuti (assenza di denunce, carte riferibili a familiari, perquisizioni infruttuose) e sostenendo che la contestazione si fondava solo sull'affermazione che non aveva fornito spiegazioni sufficienti sul possesso del denaro e delle carte.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato come infondato. La Corte ha ritenuto corretta l'istruttoria del Tribunale del riesame, che aveva adeguatamente motivato la sussistenza del "fumus commissi delicti" alla base del sequestro probatorio con riferimento alla ricettazione, fondandosi sulla ingiustificata disponibilità di un numero sproporzionato di carte di credito/debito, su appunti relativi a spostamenti di denaro (circa un milione di euro) e su fotografie di ingenti somme di denaro contate. La Corte ha inoltre confermato che, in sede di riesame, l'accertamento deve limitarsi all'astratta configurabilità del reato e alla idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini, non ad un esame di merito definitivo. A seguito del rigetto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Norma che disciplina il reato di ricettazione; nel caso è il reato contestato per cui il Tribunale ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti in relazione agli elementi probatori raccolti.
Riferito come possibile reato presupposto rispetto alla ricettazione; la Corte ha ritenuto che, allo stato, la fattispecie presupposta poteva ricondursi a quanto previsto da tale norma, anche se non specificata dettagliatamente nella motivazione.
artt. 125, 247, 253, 354, 355 cod. proc. pen.
Norme processuali richiamate in relazione ai limiti e criteri del sequestro probatorio e del riesame; interpretate nel senso che il giudice del riesame deve verificare l'astratta configurabilità del reato (fumus) e la pertinenza degli elementi per finalità probatorie, senza effettuare un giudizio di merito definitivo.
Massime di principio
- In sede di riesame del sequestro probatorio il giudice valuta la sola astratta configurabilità del reato ("fumus commissi delicti") e l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini, non la fondatezza definitiva dell'accusa.
- Elementi quali l'ingiustificata disponibilità di numerose carte di pagamento, appunti che documentano spostamenti di denaro e fotografie di grosse somme possono costituire, anche con assenza di denunce formali o perquisizioni fruttuose, sufficienti indizi per legittimare il sequestro probatorio.
- L'assenza di prova diretta sulla provenienza illecita (es. denuncia del furto) non esclude automaticamente la possibilità di sequestro quando sussistono altre circostanze che rendono plausibile il reato e la necessità di acquisire ulteriori prove.
- Il sequestro probatorio è giustificato quando vi è un nesso di pertinenza tra gli oggetti sequestrati e i reati ipotizzati, nonché una concreta necessità di sottrarre i beni alla disponibilità dell'indagato per consentire indagini non altrimenti esperibili.
- Per contestare efficacemente un sequestro probatorio è utile fornire, già in fase di riesame, elementi probatori che giustifichino la legittima provenienza o il legittimo possesso dei beni (documentazione, spiegazioni coerenti, prove di trasferimenti leciti), poiché la semplice mancanza di denuncia o perquisizioni positive può non essere sufficiente a far cadere il fumus.
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