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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7379/2025 del 24/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 06/09/2024 del Tribunale del riesame di Lecce che confermava il decreto di sequestro preventivo relativo al "box n. 14" nel plesso demaniale marittimo (Mercato ittico al dettaglio) di Gallipoli, per i reati di cui agli artt. 54 e 1161 cod. nav. Il ricorso per cassazione, proposto dall'avvocato difensore, deduce tre motivi: 1) vizio di motivazione (inesistente o apparente) e mancato corretto esame dei provvedimenti dei giudici amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) che avrebbero dimostrato l'illegittimità dell'ordinanza di sgombero; 2) carenza di motivazione sulla non necessarietà dell'indagine sull'elemento soggettivo (mens rea) e insufficiente valutazione del periculum in mora, con la censura che il sequestro sarebbe stato usato per scopi amministrativi non consentiti; 3) omessa autonoma valutazione del GIP e difetto di motivazione rispetto alla richiesta del PM, con assorbimento automatico delle tesi della pubblica accusa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni principali: il ricorso è generico e non si confronta adeguatamente con il provvedimento impugnato; il Tribunale del riesame aveva considerato correttamente i profili amministrativi rilevando che le decisioni del TAR e del CdS attinenti alla competenza del Comune non incidevano sulla natura demaniale dell'area né sull'assenza di titolo per l'occupazione; la configurabilità del reato di occupazione abusiva di spazio demaniale non richiede l'emanazione preventiva di un'ordinanza di sgombero; l'elemento soggettivo poteva essere legittimamente desunto dalla lunga serie di avvisi e diffide rimasti inascoltati; il periculum in mora è stato adeguatamente motivato anche richiamando l'impossibilità di eseguire lavori comunali a causa dell'occupazione; l'autonoma valutazione richiesta al GIP è stata ritenuta sussistente, essendo il richiamo ai lavori e alle ordinanze un ampliamento argomentativo rispetto alle richieste del PM. Condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 54 Codice della Navigazione

    Norma richiamata in relazione all'ingiunzione di rimessione in pristino; la Corte osserva che la sussistenza del reato di occupazione abusiva non dipende dall'aver ricevuto tale ingiunzione, che è post factum

  • art. 1161 Codice della Navigazione

    Fattispecie penale dell'occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo: la configurabilità del reato si fonda sulla mera occupazione in difetto di titolo concessorio

  • art. 1164 Codice della Navigazione

    Richiamata dalla giurisprudenza per distinguere l'eventuale violazione dell'ingiunzione (art. 54) dal diverso reato disciplinato dall'art. 1164

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma processuale invocata dal ricorrente per vizio di motivazione; la Corte la utilizza per valutare i profili di motivazione dell'ordinanza impugnata

  • artt. 324, 325, 309 cod. proc. pen.

    Norme richiamate nella censura relativa alla motivazione e alla validità degli atti: la Corte ritiene che le censure non abbiano adeguata specificità e che il riesame abbia trattato i profili contestati

  • art. 292 cod. proc. pen., comma 2, lett. c) e c-bis)

    Principio dell'autonoma valutazione del giudice cautelare: la Corte afferma che l'autonoma valutazione riguarda l'esito complessivo della verifica e può essere compatibile con la tecnica dell'"incorporazione" se dal provvedimento risulta la rielaborazione critica degli elementi

  • art. 292 cod. proc. pen., comma 1, lett. c)

    Richiesta di motivazione sulle esigenze cautelari e gravi indizi di colpevolezza; la Corte indica che la motivazione complessiva del provvedimento deve essere valutata nel suo insieme

Massime di principio

  • In materia di demanio marittimo, l'elemento costitutivo del reato di occupazione abusiva (art. 1161 cod. nav.) è la mera occupazione senza titolo concessorio: non è necessaria l'emanazione preventiva di un'ordinanza di sgombero da parte dell'autorità amministrativa
  • L'annullamento amministrativo di provvedimenti di sgombero che riguarda la competenza dell'ente non esclude automaticamente la configurabilità del reato penale se rimane pacifica la natura demaniale dell'area e l'assenza di titolo per l'occupazione
  • La sussistenza del dolo o dell'elemento soggettivo può essere desunta da fatti oggettivi come la reiterazione di avvisi e diffide rimasti senza esito: la difesa deve fornire elementi concreti per dimostrare l'assenza di volontà arbitraria
  • Il periculum in mora che giustifica un sequestro impeditivo può fondarsi sull'impossibilità di eseguire interventi pubblici (lavori di ristrutturazione) e sul rischio per la salute e l'incolumità derivante dalle condizioni dei luoghi occupati
  • In sede di impugnazione in Cassazione le censure generiche e che non si confrontano punto per punto con il contenuto del provvedimento impugnato sono frequentemente dichiarate inammissibili
  • Il requisito dell'autonoma valutazione del giudice cautelare riguarda l'esito complessivo della valutazione e non impone che il giudice debba discostarsi integralmente dalle richieste del PM; è ammesso l'uso della tecnica dell'"incorporazione" se emergono comunque segni di rielaborazione critica

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