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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4547/2022 del 09/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge (art. 172, comma 5 e art. 101 c.p.) e vizio di motivazione: il ricorrente contestava che il giudice dell'esecuzione avesse ritenuto ostative altre condanne per «reati della stessa indole» senza effettuare il necessario accertamento concreto. Il Tribunale si sarebbe limitato ad affermare la medesima indole tra reati (rapina e lesioni) in termini assertivi, e ad indicare la condizione di clandestinità come elemento collegante senza specificare titolo, beni giuridici lesi, modalità esecutive o motivazioni a delinquere rilevanti ai sensi dell'art. 101 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando che la nozione di "reati della stessa indole" si valuta facendo riferimento all'art. 101 c.p. (omogeneità oggettiva rispetto al bene tutelato e modalità esecutive, o omogeneità soggettiva rispetto ai motivi a delinquere). Ha censurato l'ordinanza impugnata per carenza motivazionale e per mancato esame concreto delle similitudini tra le condanne richiamate. L'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Savona per un nuovo esame conforme ai principi di diritto e agli obblighi motivazionali indicati.

Norme richiamate

  • art. 172 cod. pen.

    Prevede la causa ostativa all'estinzione per decorso del tempo se, nel periodo necessario alla maturazione dell'estinzione, sono intervenute condanne per "reati della stessa indole"; l'applicazione richiede accertamento concreto dell'omogeneità tra reati

  • art. 101 cod. pen.

    Fornisce la nozione di "reati della stessa indole": non solo identità della norma violata, ma anche omogeneità oggettiva (bene tutelato, modalità esecutive) o soggettiva (motivi a delinquere); criterio di riferimento per valutare l'ostatività ex art. 172

  • artt. 676 e 667, comma 4, cod. proc. pen.

    Disciplina l'opposizione all'esecuzione e il giudizio di opposizione; procedura utilizzata dal ricorrente per chiedere la declaratoria di estinzione della pena pecuniaria

Massime di principio

  • La sussistenza della causa ostativa per "reati della stessa indole" va valutata concretamente secondo i parametri dell'art. 101 c.p.; non è sufficiente una asserzione generale di identità di indole tra reati
  • Devono essere indicati e comparati specifici elementi: titolo di reato, bene giuridico leso, modalità esecutive e motivazioni a delinquere; fattori accessori (es. condizione di clandestinità) vanno collegati puntualmente ai singoli reati per risultare rilevanti
  • Se il giudice dell'esecuzione omette l'accertamento concreto o si limita a valutazioni generiche, la decisione è annullabile in cassazione e la causa va rimessa per nuovo esame
  • Per resistere a una domanda di estinzione della pena per decorso del tempo è necessario provare, con ragionevole precisione, l'omogeneità tra le condanne intervenute nel periodo rilevante
  • In fase difensiva conviene documentare e dimostrare le differenze oggettive e soggettive tra i reati così da escludere l'applicazione dell'ostatività di cui all'art. 172

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