Cassazione Penale, Sentenza n. 44366/2022 del 22/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma della condanna per: capo a) atti persecutori (art. 612‑bis c.p.) - censurata la motivazione sulla sussistenza degli elementi del reato e la percezione di timore/alterazione delle abitudini da parte della persona offesa; capo b) tentata rapina - contestata la valutazione probatoria, ritenuta basata solo sulle dichiarazioni della persona offesa; capo c) minaccia aggravata - analoga critica sulla prova. Critiche anche sull'applicazione della recidiva (art. 99 c.p.), ritenuta illegittima perché affermata senza precedente dichiarazione di recidiva, e sulla esclusione delle attenuanti generiche (art. 133 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere fondato su censure manifestamente infondate o non consentite in sede di legittimità (ricostruzione alternativa dei fatti). Ha ritenuto congrua e logica la motivazione del giudice di merito, confermando la responsabilità per atti persecutori, tentata rapina e minaccia aggravata e la valutazione della attendibilità della persona offesa con riscontri (messaggi, testimonianze, modalità dei fatti). Ha altresì ritenuto corretta l'applicazione della recidiva reiterata alla luce delle pregresse condanne definitive dell'imputato e ha giudicato inammissibile il motivo sulle generiche per difetto di specificità. Conseguenze pratiche: il ricorso è respinto; confermata la condanna di merito (pena complessiva: 3 anni e 6 mesi di reclusione, Euro 1.200 di multa, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni); condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Il reato di atti persecutori è stato ritenuto integrato da una condotta reiterata di molestie, minacce, appostamenti e interferenze (anche tramite terzi) idonee e volute a cagionare nella vittima stato di paura e modificazione delle abitudini di vita; il Tribunale e la Corte d'appello hanno valutato attendibile il racconto della persona offesa e i riscontri.
La Corte ha ritenuto legittima l'applicazione della recidiva reiterata sulla base della esistenza, al momento del fatto, di più condanne definitive che dimostravano una maggiore pericolosità sociale del soggetto; la Cassazione richiama tuttavia la giurisprudenza contrastante ma conferma che la recidiva può essere accertata dal giudice della cognizione anche se non fosse stata 'dichiarata' in precedenti sentenze.
art. 133 cod. pen. (attenuanti generiche)
Le attenuanti generiche sono state negate per la oggettiva gravità dei fatti e per la personalità dell'imputato (plurimi precedenti): la Corte sottolinea che la deduzione generica non è sufficiente in appello/cassazione per ottenere il riconoscimento delle attenuanti.
Sulla base di tale norma è stata disposta la condanna del ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende a titolo di sanzione per il ricorso inammissibile.
Richiamata nella giurisprudenza per delimitare il sindacato di legittimità: la Corte di Cassazione non può rimettere in discussione la valutazione di fatto solidamente motivata dal giudice del merito né sostituire una ricostruzione alternativa dei fatti.
art. 23, comma 8, DL 137/2020
Norma procedurale richiamata per la trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero; il PG ha concluso per l'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- In sede di Cassazione non è permessa la semplice richiesta di una diversa ricostruzione dei fatti: vanno censurate errori di diritto o palese illogicità della motivazione, non valutazioni critiche alternative sui fatti quando il giudice di merito abbia motivato compiutamente.
- La sussistenza del reato di atti persecutori può essere riconosciuta anche quando il persecutore si faccia notare nei luoghi frequentati dalla vittima o agisca tramite terzi, se la condotta è idonea e voluta a cagionare paura o modificare le abitudini della vittima.
- La recidiva (anche nella forma reiterata) può essere applicata dal giudice della cognizione quando, al momento del fatto, esistono condanne definitive che dimostrino una maggiore pericolosità sociale del soggetto; esiste però giurisprudenza non univoca su requisiti formali (precedente 'dichiarazione' di recidiva non necessaria secondo orientamento consolidato).
- Le attenuanti generiche devono essere argomentate in modo specifico e non possono essere riconosciute sulla base di deduzioni generiche; il giudice valuta la gravità oggettiva del fatto e la personalità dell'imputato (precedenti).
- La valutazione della credibilità della persona offesa, se svolta in modo coerente e supportata da riscontri, è pienamente decidibile dal giudice di merito e difficilmente rimovibile in Cassazione.
- Impugnazioni basate unicamente sulla sola dichiarazione della parte offesa devono essere confrontate con eventuali riscontri (messaggi, testimonianze, comportamenti) che possono avvalorare la versione e giustificare la decisione di merito.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 22 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 44265/2022 del 22/11/2022
- Sentenza penale · 22 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 44266/2022 del 22/11/2022
- Sentenza penale · 22 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 44267/2022 del 22/11/2022
- Sentenza penale · 22 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 44270/2022 del 22/11/2022
- Sentenza penale · 22 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 44273/2022 del 22/11/2022
- Sentenza penale · 22 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 44365/2022 del 22/11/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →