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Ordinanza

Ordinanza n. 509/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, sezione staccata di Pescara (Sezione Prima), 17 novembre 2025, n. 216, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202600640

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Abruzzo, sezione staccata di Pescara, che aveva respinto la domanda cautelare contro gli atti di diniego di sanatoria, accertamento dell'inottemperanza e acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Abruzzo, che aveva respinto la domanda cautelare proposta nel giudizio di primo grado. Dal testo non risultano esposti analiticamente i motivi dell'appello; emerge tuttavia che la controversia riguarda dinieghi di accertamento di conformità, l'accertamento dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione e la conseguente acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale. Il Consiglio di Stato ha esaminato il fumus boni iuris alla luce dell'effetto acquisitivo derivante dal decorso del termine di novanta giorni dalla notifica dell'ordinanza di demolizione e della mancata tempestiva impugnazione di precedenti dinieghi di sanatoria e dell'ordinanza di demolizione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare per difetto del fumus boni iuris, confermando in sostanza la reiezione della domanda cautelare pronunciata dal TAR. Ha ritenuto che gli atti impugnati siano coerenti con il principio enunciato dall'Adunanza plenaria nella sentenza n. 16 del 2023: decorso inutilmente il termine di novanta giorni per ottemperare all'ordinanza di demolizione, l'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale si produce ipso iure, con perdita da parte del destinatario dell'ordine di ogni titolo di legittimazione sul bene e, quindi, della possibilità di presentare un'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001. L'accertamento dell'inottemperanza e la determinazione di acquisizione hanno funzione meramente dichiarativa ed esecutiva di un effetto ablatorio già prodottosi per legge. Il diniego di sanatoria è stato inoltre ritenuto confermativo di precedenti dinieghi non tempestivamente impugnati; neppure l'ordinanza di demolizione, che aveva accertato e qualificato gli abusi, era stata impugnata. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese del grado, liquidate in 2.000 euro, oltre spese generali e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 1, c.p.a.

    Individua i presupposti della tutela cautelare, verificati dal giudice ai fini dell'accoglimento della domanda.

  • art. 62, comma 1, c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare e consente al Consiglio di Stato di verificare le condizioni per la riforma dell'ordinanza cautelare di primo grado.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l'accertamento di conformità; secondo l'ordinanza, dopo l'acquisizione ipso iure dell'immobile abusivo al patrimonio comunale il destinatario dell'ordine di demolizione perde la legittimazione a presentare tale istanza.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata implicitamente attraverso la disciplina dell'ordinanza di demolizione, del termine di novanta giorni e dell'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale.

Massime di principio

  • Decorso inutilmente il termine di novanta giorni dalla notifica dell'ordinanza di demolizione, l'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale si produce ipso iure, senza necessità che l'atto comunale di accertamento dell'inottemperanza abbia efficacia costitutiva.
  • L'acquisizione ipso iure dell'immobile abusivo determina la perdita, in capo al destinatario dell'ordine di demolizione, di ogni titolo di legittimazione sul bene e preclude la presentazione di un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001.
  • L'accertamento dell'inottemperanza e la determinazione comunale di acquisizione al patrimonio comunale hanno natura meramente dichiarativa ed esecutiva dell'effetto ablatorio già prodotto direttamente dalla legge.
  • Un diniego di sanatoria meramente confermativo di precedenti dinieghi non tempestivamente impugnati non riapre i termini per contestare le determinazioni già adottate; analogamente, la mancata impugnazione dell'ordinanza di demolizione impedisce di rimettere in discussione, in sede cautelare, l'accertamento e la qualificazione giuridica degli abusi.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiTutela cautelareDecadenza e tardivitàEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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