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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22260/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva confermato le condanne di primo grado per fatti qualificati agli artt. 56, 614-bis, 625, primo comma, n. 5, c.p. (reato collegato a furto/introduzione in abitazione con profili aggravanti). Lacinej deduce vizi di motivazione: mancata considerazione di possibili ingressi antecedenti di terzi, mancata considerazione del fatto che egli non si sarebbe dato alla fuga e che si trovava sul posto per cercare lavoro, nonché plausibilità del ritorno dei coimputati. Elezi contesta l'attribuzione della fattispecie concorsuale e dell'aggravante senza prova oltre ogni ragionevole dubbio; chiede valorizzazione delle confessioni dei coautore (Mollaj e Ejlli) che avrebbero ammesso di essere stati gli autori materiali del furto; e chiede il riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità (art. 62, n. 4, c.p.), deducendo modesto valore dei beni e assenza di ripercussioni psicologiche sulla persona offesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Per Lacinej i motivi sono stati ritenuti generici e privi di specificità; la Corte ha ritenuto fondata la valutazione di merito basata su più elementi (fuga degli imputati, arnesi da scasso nell'autovettura, inverosimiglianza delle spiegazioni). Per Elezi i primi due motivi sono stati dichiarati inammissibili per manifesta infondatezza e assenza di specificità: la ricostruzione alternativa proposta (che due autori si sarebbero introdotti esclusivamente per parlare con un potenziale cliente) è stata ritenuta non verosimile rispetto alle risultanze. Il terzo motivo (danno di speciale tenuità) è stato respinto con ragioni analoghe: la sottrazione di una collana d'oro non è desumibile automaticamente come danno di speciale tenuità e la Corte territoriale ha considerato anche il disordine arrecato nella casa. Conseguentemente la Cassazione ha condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Riferito alla qualificazione del fatto come tentativo: la Corte ha valutato la configurazione del tentativo nel contesto probatorio.

  • art. 614-bis cod. pen.

    Norma richiamata nel capo di imputazione; dal testo della sentenza non emerge una spiegazione dettagliata del contenuto normativo, ma è indicata come parte della fattispecie contestata.

  • art. 625, primo comma, n. 5, cod. pen.

    Riferita a una circostanza aggravante collegata all'impiego di violenza sulle cose/effrazione: la Corte territoriale ha comunque escluso tale circostanza per incertezza della prova in alcuni profili, mentre ha ritenuto sussistente la responsabilità per il furto alla luce delle altre risultanze.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti al tema di ricorso in Cassazione: i motivi erano formulati nei limiti consentiti e valutati secondo i parametri procedurali richiamati.

  • art. 530, primo comma, cod. proc. pen.

    Principio del dubbio ragionevole: la Corte ricorda che il dubbio deve essere fondato su ricostruzione plausibile e ancorata alle risultanze processuali, non su mere congetture.

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Attenuante del danno di speciale tenuità: la Corte evidenzia che la sua configurabilità richiede una valutazione complessiva del danno criminale e non può basarsi solo sul valore materiale del bene; nel caso la sottrazione di una collana d'oro non è risultata automaticamente riconducibile alla speciale tenuità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Sanzioni per ricorso inammissibile: applicazione della condanna alle spese e del versamento alla Cassa delle ammende, qui quantificato in Euro 3.000,00 per ciascun ricorrente.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma procedurale richiamata per la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale; procedimento conforme alle disposizioni emergenti dalla normativa emergenziale citata.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e adeguatamente motivati: censure generiche o ricostruzioni alternative non fondate su elementi probatori oggettivi sono dichiarate inammissibili.
  • Il dubbio ragionevole invocato in favore dell'imputato deve essere ancorato alle risultanze processuali; ipotesi congetturali, anche plausibili astrattamente, non sono sufficienti a ribaltare una motivazione di merito.
  • Le confessioni o ammissioni rese da alcuni coimputati non esonerano automaticamente gli altri se l'insieme delle prove (fuga, strumenti da scasso, inverosimiglianza delle spiegazioni) indica partecipazione in concorso.
  • L'attenuante del 'danno di speciale tenuità' richiede una valutazione complessiva del danno criminale: il valore materiale del bene è solo uno degli elementi e non basta, da solo, per configurare l'attenuante.
  • Il giudizio di merito sulla credibilità e sul bilanciamento tra circostanze aggravanti e attenuanti è discrezionale e difficilmente sindacabile in Cassazione se non v'è illogicità o arbitrarietà evidente.
  • Ricorsi dichiarati inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni (versamento alla Cassa delle ammende) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare il rapporto costi-benefici prima di proporre ricorso generico.

Testo integrale

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