Cassazione Civile, Ordinanza n. 17534/2026 del 03/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
Un medico specialista ambulatoriale convenzionato con la ASL Bari aveva chiesto il rimborso dell'IRPEF versata per gli anni 2012, 2013, 2014 e 2015, limitatamente alla parte riferita alle somme percepite a titolo di spese di viaggio sostenute per svolgere l'attività presso ambulatori situati fuori dal comune di residenza. Sull'istanza si era formato silenzio-rifiuto; il contribuente aveva ottenuto accoglimento in primo grado e rigetto dell'appello dell'Ufficio in secondo grado. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, deducendo violazione e falsa applicazione dell'art. 51, commi 1, 2 e 5, dell'art. 13, comma 1, e dell'art. 6, comma 2, del d.P.R. n. 917/1986, nonché erronea interpretazione dell'art. 48 dell'Accordo Collettivo Nazionale per i medici specialisti ambulatoriali. Secondo la ricorrente, i rimborsi per spese di viaggio avevano natura retributiva e non risarcitoria, sicché dovevano concorrere alla formazione del reddito imponibile; la sentenza d'appello avrebbe invece ritenuto non imponibili tali somme qualificandole come rimborsi di natura restitutoria/risarcitoria.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Puglia, in diversa composizione, affinché riesamini la controversia verificando in concreto la natura e la frequenza delle trasferte e, quindi, se gli spostamenti rientrassero nell'attività ordinaria oppure fossero temporanei e occasionali. Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 51 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
Il principio di onnicomprensività del reddito di lavoro opera, salvo specifiche deroghe; i rimborsi spese di accesso del medico convenzionato non rientrano automaticamente nelle ipotesi derogatorie previste per le trasferte ex comma 5.
art. 13 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
Norma richiamata dall'Agenzia in relazione alla determinazione del reddito imponibile.
art. 6 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
Norma richiamata dall'Agenzia in relazione all'inclusione di componenti economicamente rilevanti nel reddito imponibile.
art. 48 Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali
La clausola contrattuale sui rimborsi spese di accesso non è di per sé sufficiente a qualificarli come indennità di trasferta non imponibili; occorre verificarne la concreta funzione e il rapporto con gli spostamenti effettuati.
art. 35 d.P.R. n. 271 del 2000
Il rimborso spese di accesso, se determinato con criterio forfettario chilometrico, è ontologicamente diverso dalle indennità di trasferta previste per spostamenti temporanei su richiesta e nell'interesse del datore di lavoro.
Richiamato per la definizione anticipata del ricorso, poi deciso nel merito dalla Corte.
Richiamato per la fissazione della discussione in camera di consiglio.
Richiamato per la trattazione del ricorso in camera di consiglio.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
È il vizio dedotto a sostegno del ricorso per cassazione, per violazione e falsa applicazione di norme di diritto.
Massime di principio
- Il rimborso spese di accesso previsto per il medico convenzionato che si rechi in una sede di lavoro situata in un Comune diverso da quello di residenza non coincide, per natura, con le indennità di trasferta disciplinate dall'art. 51, comma 5, TUIR.
- Ai fini fiscali, la qualificazione di una somma come non imponibile non può fondarsi solo sulla sua denominazione contrattuale o sul criterio di calcolo adottato; occorre verificare la concreta funzione economica della voce e il suo effettivo collegamento con spostamenti temporanei e occasionali.
- Quando si controverte sull'assoggettabilità a IRPEF di rimborsi connessi a spostamenti lavorativi, il giudice deve accertare in fatto la natura e la frequenza delle trasferte, distinguendo tra spostamenti ordinari e trasferte occasionali.
- Le deroghe al principio di onnicomprensività del reddito di lavoro sono di stretta interpretazione e non possono essere estese per analogia a ipotesi non espressamente riconducibili alle previste esclusioni.
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