Cassazione Penale, Sentenza n. 42961/2024 del 26/11/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa agli arresti domiciliari subiti dal 05/07/2022 al 01/07/2023. La ricorrente deduceva erronea applicazione dell'art. 314 c.p.p. e vizio di motivazione, perché la Corte territoriale aveva basato il diniego sulla grave negligenza attribuita alla Boldrini sulla base dello scenario indiziario investigativo (recupero di incassi e supporto agli affari del figlio, uso della sua qualifica di cancelliere, rapporti continuativi con gli indagati), senza però confrontare tali elementi con la successiva sentenza di assoluzione che aveva escluso la sua responsabilità penale. Boldrini sosteneva che la sua attività si era limitata al recupero di somme lecite e alla gestione di un'attività commerciale e che la sentenza di assoluzione aveva escluso la rilevanza penale delle condotte contestate.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata rinviando per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Roma. La Suprema Corte ha ritenuto che il giudice della riparazione avesse omesso il necessario confronto tra gli elementi indiziari utilizzati per giustificare la misura cautelare e l'esito della sentenza assolutoria, non valutando se i medesimi elementi fossero stati esclusi o neutralizzati nel giudizio di cognizione. Per tali ragioni l'ordinanza è stata cancellata e la causa rimessa al giudice di merito, cui è demandata anche la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Norma richiamata dalla ricorrente in relazione ai criteri di valutazione nel giudizio di riparazione; la Corte rileva un'errata applicazione per mancato confronto con l'esito assolutorio e per motivazione incentrata solo sulla valenza indiziaria.
Norma penale relativa all'associazione; citata nel contesto del procedimento penale originario per descrivere le accuse che avevano portato alla misura cautelare.
Norma penale richiamata nel capo di imputazione originario (interposizione fittizia); menzionata per ricostruire la cornice indiziaria delle indagini che avevano portato agli arresti domiciliari.
principio di riparazione per ingiusta detenzione
Principio giurisprudenziale utilizzato dalla Corte: nel giudizio di riparazione il giudice deve valutare se la privazione della libertà sia dipesa da dolo o colpa grave dell'istante, mettendo a confronto gli elementi indiziari su cui si fondò la misura cautelare con l'esito del giudizio di cognizione; se gli elementi sono stati esclusi o neutralizzati dalla sentenza assolutoria il giudice della riparazione non può tenerne conto come ostativi all'indennizzo.
Massime di principio
- Nel giudizio di riparazione il giudice deve sempre confrontare gli elementi indiziari che giustificarono la misura cautelare con le ragioni e l'esito della sentenza di cognizione: non basta richiamare lo scenario indiziario investigativo senza valutare se la sentenza assolutoria lo abbia escluso o neutralizzato.
- Un'assoluzione in sede di cognizione che esclude la consistenza fattuale o la rilevanza penale di determinati elementi impedisce al giudice della riparazione di usarli come prova di dolo o colpa grave ostativa all'indennizzo.
- Il ricorrente in un giudizio di riparazione deve indicare e documentare quali elementi usati per la misura cautelare sono stati successivamente esclusi o neutralizzati dalla sentenza di assoluzione, per ottenere che il giudice della riparazione li scarti nel suo giudizio.
- Il giudice della riparazione ha autonomia nella valutazione degli elementi indiziari, ma tale autonomia è limitata dall'obbligo di considerare le determinazioni del giudice della cognizione e le ragioni dell'assoluzione; omissioni in tal senso possono portare all'annullamento del provvedimento in cassazione.
- Se il giudice della riparazione ritiene che alcuni elementi indiziari permangano utili nonostante l'assoluzione, deve motivare specificamente perché tali elementi non siano stati neutralizzati dalla valutazione del giudice di cognizione.
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