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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51647/2023 del 29/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che lo aveva condannato per rapina, lesioni e minaccia (pena di 2 anni, 7 mesi, 10 giorni di reclusione e euro 934,00 di multa), sostenendo: (1) errata qualificazione del fatto come rapina anziche furto, poiche l'impossessamento del telefono sarebbe avvenuto dopo la cessazione della violenza; carenza e illogicita della motivazione sui presupposti della rapina; (2) erronea applicazione degli artt. 585 e 576 cod. pen. per il riconoscimento dell'aggravante del nesso teleologico; (3) difetto di motivazione sulla sussistenza del reato di lesioni, basato solo sulle dichiarazioni della parte offesa; (4) violazione dell'art. 612 cod. pen. e difetto di motivazione sul reato di minaccia, con richiamo a presunte discrepanze nelle deposizioni (gesto mimato, accendino non minaccioso); (5) erronea applicazione dell'aggravante della minaccia grave (art. 612, comma 2) senza prove del grave turbamento psichico; (6) vizi nella quantificazione della provvisionale per le parti civili e inosservanza dell'art. 185 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le sentenze di primo grado e di appello formano un unico corpo decisionale conforme e che i giudici di merito hanno correttamente qualificato il fatto come rapina, avendo il Roselli impadronitosi del cellulare e delle chiavi mediante violenza e con il fine di trarne un ingiusto profitto. Sono stati respinti i rilievi sulla valutazione delle prove e dell'attendibilita dei testi, in quanto questioni di fatto riservate al giudice di merito e non sindacabili in Cassazione salvo contraddizioni manifeste, che qui non ricorrono. L'aggravante del nesso teleologico (art. 61, n.2) e stata ritenuta applicabile perche le lesioni erano i mezzi per ottenere l'impossessamento della cosa. Anche la condotta contestata come minaccia e stata confermata: il gesto e il contesto, uniti all'accensione dell'accendino dopo la minaccia, potevano costituire minaccia rilevante e integrare l'aggravante del secondo comma dell'art. 612 cod. pen. La decisione sulla provvisionale e stata ritenuta non sindacabile in Cassazione. Conseguentemente il ricorso e stato dichiarato inammissibile; il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e, per profili di colpa nella scelta del motivo, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Non sono state liquidate spese a favore della parte civile perche la memoria conclusionale depositata era generica e non utile alla dialettica processuale.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Norma sulla rapina richiamata per la qualificazione del fatto: la Corte ha ritenuto che l'impossessamento con violenza e con fine di ingiusto profitto integri il reato di rapina anche se il profitto non e immediato

  • art. 585 cod. pen.

    Norma sulle lesioni personali: le lesioni sono state ritenute reati-mezzo funzionali all'impossessamento della cosa e pertanto valutate insieme alla rapina

  • art. 576 cod. pen.

    Richiamata in connessione con l'applicazione degli artt. sulla materia del concorso di reati e della valutazione dell'aggravante teleologica

  • art. 612 cod. pen.

    Norma sulla minaccia: la Corte ha confermato che la minaccia e reato di pericolo valutabile con criterio medio e che il contesto e le modalita possono rendere minatoria una condotta altrimenti ambigua; il comma 2 (aggravante) e' stato ritenuto integrato valutando il turbamento potenziale nel contesto

  • art. 61, primo comma, n. 2 cod. pen.

    Aggravante del nesso teleologico: applicata quando condotte (es. lesioni) sono finalizzate alla realizzazione di un altro reato (es. impossessamento). La Corte ha confermato la sua applicabilita anche in caso di concorso formale di reati

  • art. 185 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla provvisionale: la quantificazione della provvisionale e' riservata al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimita

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese a seguito di inammissibilita del ricorso: invocata per la statuizione sulle spese e sull'ammenda equitativa

Massime di principio

  • La qualificazione tra rapina e furto dipende dalla presenza di violenza o minaccia finalizzata all'impossessamento: se la violenza e' parte integrante e finalizzata a ottenere l'oggetto, la fattispecie e' rapina anche se il profitto non e immediato
  • La valutazione dell'attendibilita delle prove e dei testi e una competenza del giudice di merito; la Corte di Cassazione non puo rivedere la valutazione probatoria se non in presenza di contraddizioni manifeste o illogicita evidente nella motivazione
  • L'aggravante del nesso teleologico puo essere applicata quando una condotta (reato-mezzo) e diretta a realizzare un altro reato (reato-fine), anche in ipotesi di concorso formale di reati
  • La minaccia e un reato di pericolo: la sua integrazione va valutata con riferimento al contesto concreto e alle modalita della condotta; gesti o comportamenti che isolatamente sembrano ambigui possono essere idonei a integrare la minaccia se inseriti in un quadro minaccioso
  • La quantificazione della provvisionale in sede penale e decisione discrezionale del giudice di merito e, salvo i casi eccezionali stabiliti dalla giurisprudenza, non e sindacabile con ricorso per cassazione
  • Difese che mirano esclusivamente a rinnovare una diversa valutazione dei fatti rispetto a quella del giudice di merito rischiano di essere dichiarate inammissibili in Cassazione se costituiscono mera rielaborazione probatoria senza rilevare vizi formali o di legge

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