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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15881/2026 del 30/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per associazione di stampo mafioso (art. 416-bis c.p.) e per estorsione/ tentata estorsione aggravata (art. 629 c.p.), con censure articolate su cinque motivi (più motivi aggiunti): si contestava l'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza rispetto al ruolo verticistico di Michele Russo nel clan omonimo, la valutazione delle intercettazioni, la contraddittorietà per l'esclusione di un capo (capo 3) usato tuttavia ai fini dell'associazione, la marginalità del suo ruolo nelle estorsioni a danno di Salvatore Buonocore e la mancata sussistenza delle esigenze cautelari attuali e concrete ai sensi dell'art. 275 c.p.p.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure difensive, confermando la ricostruzione del Tribunale del riesame che assesta: esistenza e operatività del clan "Russo" nel nolano; il ruolo direttivo/verticistico di Michele Russo, desumibile da numerose intercettazioni e dai comportamenti (impartizione di direttive, gestione dei rapporti con altri clan, decisioni sull'utilizzo dei proventi, incontri nello studio professionale); il suo coinvolgimento nell'estorsione ai danni di Salvatore Buonocore e nella presa d'ingresso del clan nel settore delle scommesse illegali. La Corte ha poi ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, anche per il concreto pericolo di recidiva, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La norma è stata applicata per qualificare l'associazione come di stampo mafioso: la Corte ha ritenuto provata l'operatività del clan e il ruolo direttivo del ricorrente sulla base delle intercettazioni e delle condotte aggregate.

  • art. 629 cod. pen.

    Richiamata con riferimento alle condotte estorsive contestate (capi 14 e 15). La Corte ha ritenuto sussistenti gravi indizi anche rispetto alle modalità estorsive poste in essere nei confronti di Salvatore Buonocore.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alle esigenze cautelari: la Corte ha ritenuto sussistente la doppia presunzione circa l'esistenza delle esigenze cautelari e ha valutato la custodia in carcere adeguata, anche per il ruolo direttivo e il rischio di recidiva.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Invocata dalla difesa come profilo di violazione di legge penale/processuale; tuttavia la Corte non ha ravvisato la violazione denunciata né un vizio logico della motivazione sul punto.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamata dai difensori nei motivi aggiunti come norma processuale: la Corte non ha accolto la censura, ritenendo che non sussistessero vizi rilevanti nella valutazione delle intercettazioni e della gravità indiziaria.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata nella pronuncia di condanna alle spese e negli adempimenti di rito successivi al rigetto del ricorso; impiegata per le comunicazioni di legge successive alla decisione.

  • disp. di attuazione art. 173 c.p.p. (richiamo procedurale)

    Richiamata per i limiti formali della impugnazione in cassazione (riduzione dei motivi ai sensi dell'art. 173 disp. att.), con osservazione sulla competenza della Corte a valutare solo vizi specifici di legge o palese illogicità della motivazione.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso misure cautelari è ammesso solo per violazione di norme specifiche o per manifesta illogicità della motivazione: non è luogo per riformulare ex novo la valutazione delle prove o proporre una diversa lettura degli elementi acquisiti.
  • La qualifica di "ruolo verticistico" in un'associazione mafiosa può essere desunta non solo da atti formali ma da ripetuti comportamenti, direttive, riconoscimenti fattuali da parte di altri affiliati e dalla gestione di incontri e rapporti con altri clan.
  • L'assenza di una contribuzione economica diretta non esclude la responsabilità associativa o il ruolo direttivo: rilevano gli atti di comando, la gestione delle dinamiche associative e l'intervento nelle attività illecite.
  • L'esclusione di un titolo cautelare per uno specifico capo non invalida automaticamente le valutazioni svolte su altri capi; il giudice può ritenere non provato un fatto e, al contempo, confermare gravi indizi su altri profili della stessa indagine.
  • Per l'applicazione della custodia cautelare rilevano la concretezza e l'attualità delle esigenze cautelari: precedenti penali, ruolo direttivo nell'associazione e il rischio di recidiva costituiscono elementi idonei a giustificare la misura.
  • Le contestazioni difensive basate su letture alternative di intercettazioni devono dimostrare la manifesta illogicità o contraddittorietà dell'interpretazione adottata dal giudice, altrimenti prevale la valutazione di merito fondata su un complesso probatorio coerente.

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