Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 15548/2026 del 29/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanza stupefacente finalizzata a un uso non esclusivamente personale, nella forma lieve di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990. La difesa ha dedotto: 1) violazione di legge e mancanza di prova della destinazione a terzi della sostanza; 2) erroneo ricorso a massime di esperienza e violazione dell'art. 192 c.p.p.; 3) travisamento della prova, sostenendo che una bilancia da cucina fosse stata erroneamente qualificata come bilancino di precisione; 4) motivazione apparente e omessa risposta ai motivi di appello. La doglianza sostanziale mirava a ottenere una diversa ricostruzione del fatto e a escludere la finalità di spaccio desunta dai giudici di merito dal rinvenimento, nell'abitazione dell'imputato, oltre che della sostanza stupefacente, anche di strumenti idonei alla pesatura e al confezionamento in dosi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi formulati investissero profili di valutazione della prova e di ricostruzione del fatto riservati al giudice di merito e non sindacabili in sede di legittimità, quando la motivazione sia congrua e non illogica. Ha valorizzato la motivazione della sentenza d'appello, che aveva esaminato tutte le deduzioni difensive e aveva desunto la destinazione non esclusivamente personale della sostanza dal rinvenimento, nell'abitazione dell'imputato, di un bilancino di precisione e di ritagli di carta stagnola, ritenuti idonei alla pesatura e al confezionamento. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    norma incriminatrice posta a base della responsabilità per detenzione di stupefacenti in lieve entità, ritenuta integrata sulla base di elementi fattuali indicativi di una destinazione non esclusivamente personale della sostanza.

  • art. 192 c.p.p.

    richiamato dalla difesa per censurare la valutazione probatoria; la Corte ribadisce che tale valutazione, se sorretta da motivazione congrua e non manifestamente illogica, non è sindacabile in cassazione nei termini prospettati.

  • art. 606 c.p.p.

    non citato espressamente nel testo, ma il ragionamento della Corte richiama il limite del numerus clausus dei motivi deducibili in cassazione e l'inammissibilità delle censure che chiedono una nuova lettura del fatto e della prova.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una richiesta di nuova valutazione del compendio probatorio o di diversa ricostruzione del fatto, poiché tali apprezzamenti restano riservati al giudice di merito.
  • La prova della destinazione non esclusivamente personale di sostanza stupefacente può essere desunta anche da elementi sintomatici rinvenuti nel luogo di detenzione, come strumenti idonei alla pesatura e al confezionamento in dosi.
  • Quando la sentenza di merito espone una motivazione completa, coerente e non manifestamente illogica, le censure che si limitano a contrapporre una lettura alternativa degli elementi di prova sono inammissibili in cassazione.
  • La deduzione di travisamento della prova non può risolversi nella mera contestazione della qualificazione attribuita dai giudici di merito a un oggetto o a un reperto, se la valutazione complessiva degli indizi resta logicamente sorretta.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.