Cassazione Penale, Sentenza n. 34180/2024 del 10/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna perché il riesame avrebbe errato nel ritenere che la deviazione del braccio, operata dalla vittima designata Calogero Zambuto, costituisca un fattore causale autonomo idoneo a escludere l'aberratio ictus e il nesso causale: a suo avviso la reazione della vittima rientra nell"id quod plerumque accidit e non interrompeva la causalità, sicché la morte di Roberto Di Falco doveva rimanere ascritta come esito dell'azione concordata (applicazione dell"art. 82 c.p. e art. 116 c.p.). Calogero Zarbo impugna invece denunciando vizi di ricostruzione fattuale (videosorveglianza, incongruenze testimoniali), contestando la sussistenza di elemento soggettivo e materiale rispetto ai capi 1) e 2) (omicidio/ tentato omicidio), la riconducibilità a lui del porto e uso dell'arma (capo 3), e la ritenuta inadeguatezza delle misure cautelari alternative al carcere (criticando la valutazione del pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio).
La decisione
La Corte rigetta il ricorso di Calogero Zarbo in tutte le deduzioni (motivi di fatto e di diritto), conferma l"impostazione del riesame quanto alla sussistenza di indizi gravi di concorso nel tentato omicidio di Nicolò Zambuto e nel porto illegale d"arma, nonché l"adeguatezza della misura cautelare in carcere; Zarbo viene inoltre condannato al pagamento delle spese processuali. Il ricorso del Procuratore è invece accolto parzialmente: la Corte annulla l"ordinanza impugnata in relazione al capo 1) (qualificazione dell'evento come omicidio aberrante vs omicidio/tentato omicidio) e rinvia al giudice di merito per una rinnovata valutazione istruttoria e motivazionale, prescrivendo di approfondire se la reazione della vittima abbia effettivamente creato una serie causale autonoma o se, invece, l"azione di sparo rimanga causalmente efficiente e riconducibile alla volontà originaria degli autori; il resto dell"ordinanza è confermato.
Norme richiamate
Disciplina l"aberratio ictus: se per errore esecutivo l'offesa colpisce persona diversa dalla vittima designata, l'evento resta tipico e punibile se il nesso causale non è stato interrotto; la Corte richiama i criteri per distinguere aberratio da difetto di causalità
art. 41, comma finale, cod. pen.
Principio della causalità: la Corte richiama che l"intervento di fattori sopravvenuti esclude la causalità solo se costituisce una serie causale autonoma, eccezionale e assorbente
Concorso anomalo: può trovare applicazione anche in caso di esito diverso da quello programmato; la Corte valuta l"effetto del contributo dei compartecipi rispetto all"esito aberrante
Concorso di persone nel reato: la Corte ritiene che più partecipi possano concorrere nel porto e nell'uso dell'arma quando l'arma sia strumentale all'azione collettiva e tutti ne abbiano consapevolezza
art. 273, comma 1, cod. proc. pen.
Standard indiziario cautelare: il riesame aveva adeguatamente motivato l'esistenza di indizi gravi ai sensi di questa norma
art. 274, comma 1, lett. a) e c), cod. proc. pen.
Esigenze cautelari: lett. a) pericolo di inquinamento probatorio (protezione delle fonti dichiarative) e lett. c) pericolo di reiterazione; la Corte conferma che tali esigenze richiedono concretezza e attualità e sono state adeguatamente valutate
Condanna alle spese processuali dell'indagato per il ricorso infondato
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Adempimenti di cancelleria da eseguire a seguito della decisione (segnalati dalla Corte)
Massime di principio
- Aberratio ictus va valutata in base alla prevedibilità della reazione della vittima: la semplice deviazione della traiettoria dovuta a una reazione difensiva non esclude automaticamente l"aberratio; occorre verificare se quella reazione abbia creato una serie causale autonoma ed assorbente che renda la condotta originaria non più causalmente efficiente
- Nel concorso di persone, l"esito aberrante (vittima diversa o uno dei correi colpito) non esclude automaticamente la responsabilità dei partecipi: se il piano comune e il contributo psicologico persistono fino alla fase esecutiva, la responsabilità concorsuale per l"esito è possibile (art. 82, art. 116 e art. 110 c.p.)
- In sede di riesame cautelare è sufficiente un quadro di indizi gravi e convergenti; la Cassazione non rivede liberamente la valutazione probatoria di merito salvo vizio di logicità o di motivazione
- Le esigenze cautelari (pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio) devono essere concrete e attuali: la decisione di custodialità può reggere se il giudice dimostra perché misure alternative sarebbero inadeguate nel caso concreto
- La presenza e l'uso di un'arma nel corso di un'azione violenta collettiva possono fondare il reato di porto illegale e la compartecipazione, anche se non è immediatamente attribuibile a un singolo, quando l'arma sia strumentale all'azione e la sua esistenza venga percepita e accettata dai partecipi
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