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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34128/2024 del 10/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorsi denunciavano vizi di motivazione e di valutazione probatoria della sentenza di appello del 28/09/2023. Il Procuratore generale censurava l'assoluzione di Giuseppe Mazzaccaro dai reati di omicidio, lesioni e porto d'arma per motivazione insufficiente e omissione di valutazione di intercettazioni e dichiarazioni che avrebbero indicato la sua conoscenza e direzione dell'operazione di recupero della droga. Caruso impugnava la utilizzabilità e l'interpretazione dell'intercettazione ambientale ritenuta decisiva dalla Corte d'appello e contestava elementi indiziari (localizzazione del cellulare, immagini, travisamento). Mazzaccaro, Fenderico e De Pasquale contestavano soprattutto la qualificazione del reato di detenzione di stupefacenti (quantitativo e tipologia), l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 cod. pen., l'applicazione dell'art. 116 cod. pen. (concorso anomalo) e la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale relativo all'assoluzione di Mazzaccaro, ritenendo la motivazione di appello non "rafforzata" e omissiva nella valutazione unitaria degli indizi; ha quindi annullato l'assoluzione di Mazzaccaro dai reati di omicidio, lesioni e porto d'arma e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio. Ha altresì accolto il primo motivo di ricorso di Nicola Caruso (sulla utilizzabilità/valutazione dell'intercettazione e sulla motivazione di appello), annullando la condanna di appello quanto ai capi 1) e 2) (omicidio, lesioni, porto d'arma) e disponendo rinvio per nuovo giudizio con motivazione completa. I ricorsi di Mazzaccaro avversi la condanna per il reato di detenzione di stupefacenti e l'aggravante 416-bis.1 sono stati rigettati (la sua condanna per il capo 3) è confermata); i ricorsi di Fenderico e De Pasquale sono stati respinti. In sintesi: accoglimento parziale dei ricorsi (Procuratore generale e primo motivo di Caruso), annullamento limitato con rinvio per nuovi giudizi; rigetto degli altri motivi e ricorsi.

Norme richiamate

  • art. 575 cod. pen.

    Delitto di omicidio contestato; la Corte ha analizzato la sussistenza dell'elemento soggettivo e dei nessi causali tra gli imputati e l'autore materiale degli spari

  • art. 582 cod. pen.

    Delitto di lesioni personali applicato alle ferite subite dalle vittime nel corso della sparatoria; valutazione connessa alla partecipazione dei presenti

  • art. 116 cod. pen.

    Concorso anomalo: la Corte richiama che per applicarlo occorre verificare nesso causale e psicologico e la prevedibilità in concreto del reato più grave in relazione alla personalità dell'esecutore materiale e al contesto; applicato ai correi ritenuti consapevoli della presenza di arma e dell'escalation di violenza

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante per il delitto commesso al fine di agevolare attività di tipo camorristico; la Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante con riferimento alla detenzione di stupefacenti quando il fatto serve alla funzionalità di un'organizzazione strutturata

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma sulle condotte di detenzione e cessione di stupefacenti; la Corte ha valutato la riqualificazione (comma 1 vs comma 4/5) in funzione della tipologia e quantità delle sostanze e del loro valore economico ritenuti non compatibili con l'ipotesi di lieve entità

  • art. 56 cod. pen.

    Tentativo: applicato alla contestazione, in relazione a condotte di detenzione tentata di stupefacenti per alcuni imputati

  • Sez. U. giurisprudenza (Mannino, Troise etc.)

    Principio della "motivazione rafforzata" richiesto al giudice d'appello che ribalta una sentenza di primo grado, specie quando si tratta di riformare un'assoluzione in condanna o viceversa; criterio invocato dalla Cassazione per censurare la motivazione di appello su Mazzaccaro e Caruso

  • norme sulla utilizzabilità delle intercettazioni (proroga e decreto autorizzativo)

    La Corte ha richiamato l'esigenza di valutare attentamente la correttezza formale e materiale delle autorizzazioni alle intercettazioni (telefoniche vs ambientali) e la necessità che il giudice d'appello motivi con precisione la diversa valutazione rispetto al GIP

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello ribalta una decisione di primo grado (soprattutto un'assoluzione), è richiesta una motivazione rafforzata: il giudice d'appello deve indicare espressamente perché attribuisce diversa valenza probatoria agli elementi già valutati in primo grado
  • Le intercettazioni devono essere utilizzate solo se autorizzate correttamente (attenzione a richieste di proroga che distinguono intercettazioni telefoniche da ambientali); in caso di contrasto tra Gip e appello la Cassazione richiede spiegazioni puntuali sulla diversa lettura
  • Per applicare il concorso anomalo (art. 116) occorre provare non solo la presenza o la partecipazione al fatto, ma un nesso causale e psicologico concreto: valutare la prevedibilità del reato più grave alla luce della personalità dell'esecutore materiale e del contesto
  • La qualificazione del reato di detenzione ai fini di spaccio (art. 73 DPR 309/1990) richiede attenzione al tipo e alla quantità delle sostanze, al valore economico e ai riscontri probatori; la cosiddetta 'droga parlata' necessita di riscontri concreti per essere decisiva
  • L'aggravante 416-bis.1 richiede elementi che collegano la condotta alla funzionalità o alla struttura di un'organizzazione criminale (rapporti con clan, struttura del gruppo, disponibilità di armi, supporto ai detenuti); va adeguatamente motivata
  • In sede di rinvio per nuovo giudizio il giudice del merito deve riesaminare unitariamente gli indizi e le prove, superando omissioni o valutazioni atomistiche precedenti
  • Questioni processuali formali (es. utilizzabilità di conversazioni/intercettazioni, corretta indicazione nella richiesta di proroga) possono essere decisive: comprovare sempre la corrispondenza tra autorizzazioni e tipi di intercettazione richieste

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