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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51557/2023 del 28/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara inammissibili i ricorsi di SPINA DIEGO e GIAME' SALVATORE e rigetta il ricorso di INFANTE ANTONIO. SPINA e GIAME' sono condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende; INFANTE è condannato al pagamento delle spese processuali.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I tre ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Bari che, in accoglimento di richiesta di concordato ex art. 599-bis c.p.p., aveva ridotto le pene concordate. SPINA deduceva carenza o manifesta illogicità della motivazione della sentenza resa in sede di concordato; GIAME' contestava la competenza territoriale (eccepita già in udienza preliminare) sostenendo che competente fosse l'Autorità Giudiziaria di Napoli; INFANTE sosteneva l'applicazione dello ius superveniens, invocando l'applicabilità dell'art. 20-bis c.p.p. e delle disposizioni transitorie del d.lgs. n.150/2022 per ottenere l'applicazione di una pena sostitutiva. La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibili i ricorsi di SPINA e GIAME' (perché, nell'ipotesi di concordato in appello con rinuncia ai motivi, non sono più deducibili in sede di legittimità questioni relative ai motivi rinunciati, e la competenza territoriale non è rilevabile d'ufficio nella fase di impugnazione quando l'imputato ha concordato la pena) e infondato il ricorso dell'INFANTE (la disciplina transitoria si applica nella forma interpretata dalla giurisprudenza: la pronuncia della sentenza di appello determina la pendenza del procedimento in Cassazione ai fini dell'art.95 d.lgs.150/2022, ma la sostituzione della pena detentiva è rimessa al giudice dell'esecuzione una volta formatisi gli effetti di irrevocabilità, e non alla Corte di Cassazione).

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che, quando in appello il giudice accoglie la richiesta di concordato concordata tra le parti e l'imputato ha rinunciato ai motivi di impugnazione, tali motivi non possono essere più dedotti in sede di legittimità

  • art. 599 cod. proc. pen. (menzione storica, abrogato e poi reintrodotto come 599-bis)

    Richiamato in via di principio per precedenti giurisprudenziali che hanno tratto disciplina e conseguenze analoghe al nuovo art. 599-bis

  • art. 21 cod. proc. pen.

    La norma è interpretata nel senso che l'incompetenza per territorio non è rilevabile d'ufficio dal giudice del dibattimento né in sede di impugnazione quando il ricorrente ha rinunciato al motivo in appello

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle norme sulla competenza; la Corte conferma che la materia della competenza territoriale è soggetta al regime di cui all'art.21 quando rilevabile d'ufficio o per eccezione

  • art. 20-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la possibilità di applicare pene sostitutive per pene detentive brevi; la Corte chiarisce che l'applicazione operativa per procedimenti in impugnazione è regolata dalle disposizioni transitorie (art.95 d.lgs.150/2022) e la sostituzione va richiesta al giudice dell'esecuzione dopo l'irrevocabilità

  • d.lgs. n. 150 del 2022, art. 95 (disposizioni transitorie)

    La Corte interpreta "procedimenti pendenti" riferendosi al segmento processuale che ha inizio con la pronuncia della sentenza del grado precedente (sentenza di appello per la pendenza in Cassazione): per i procedimenti in tale fase alla data di entrata in vigore, una volta formatosi il giudicato, il condannato potrà rivolgersi al giudice dell'esecuzione per richiedere la sostituzione della pena

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata quale strumento tramite il quale il condannato presenta istanza al giudice dell'esecuzione per la sostituzione della pena detentiva

  • art. 2 cod. pen. (principio di diritto penale più favorevole)

    La Corte applica il principio secondo cui norme più favorevoli si applicano retroattivamente salvo formazione di giudicato anteriore all'entrata in vigore della norma

  • art. 58 legge n. 689/1981

    Richiamato come riferimento alla valutazione di merito relativa all'applicazione di pene sostitutive, ambito rimesso al giudice dell'esecuzione

Massime di principio

  • Se l'imputato in appello concorda la pena (procedura di concordato ex art.599-bis c.p.p.) e rinuncia ai motivi di impugnazione, non può poi dedurre in Cassazione i motivi rinunciati (es. carenza di motivazione) relativi alla decisione concordata
  • L'incompetenza per territorio non è rilevabile d'ufficio in sede di impugnazione se l'imputato ha aderito al concordato o ha rinunciato al motivo: la questione può essere perciò implicitamente sopperita dall'accettazione della competenza con l'accordo
  • La disciplina transitoria sulle pene sostitutive (art.95 d.lgs.150/2022) opera in riferimento alla 'pendenza' intesa come il segmento processuale iniziato con la pronuncia della sentenza del grado precedente: per i processi in quella fase alla data di entrata in vigore, il condannato può chiedere al giudice dell'esecuzione la sostituzione della pena dopo l'irrevocabilità
  • La Corte di Cassazione non è il giudice competente a decidere sulla sostituzione della pena detentiva; la richiesta di applicazione di pene sostitutive reali deve essere proposta al giudice dell'esecuzione una volta formatosi il giudicato
  • Prima di proporre ricorso per cassazione è fondamentale verificare se, con la strategia processuale seguita (es. concordato), si sono rinunciati motivi che renderebbero il ricorso manifestamente inammissibile e produttivo di condanna alle spese e sanzioni
  • In presenza di norme più favorevoli entrate in vigore in corso d'opera, il momento di 'pendenza' (pronuncia della sentenza nel grado precedente) è decisivo per stabilire se il beneficiario potrà accedere alle nuove disposizioni; comunque l'effettiva applicazione richiede l'intervento del giudice dell'esecuzione dopo l'irrevocabilità

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