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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39180/2023 del 27/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la misura cautelare (poi sostituita con arresti domiciliari dal Tribunale per il riesame): 1) censura sull'utilizzabilità, ai fini cautelari, delle dichiarazioni spontanee rese dall'indagato alla polizia giudiziaria senza assistenza difensiva (presunta violazione dell'art. 350 c.p.p.); 2) vizio di motivazione per omissione di valutazione di elementi favorevoli alla difesa (documentazione che provava un prelievo in contanti di 840,00 euro lo stesso giorno dell'arresto e il relativo contratto di lavoro, a fronte della somma di 865,00 euro sequestrata); 3) errata valutazione della presenza dell'indagato nell'abitazione dei genitori (si sostiene fosse occasionale e non indice di disponibilità della sostanza) e mancata considerazione della sua reale dimora con la compagna e i figli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto ammissibile, nella fase cautelare, l'utilizzo delle dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria senza difensore purché emerga la libertà del dichiarante e l'assenza di coercizione o sollecitazione; ha osservato che il ricorrente non aveva specificamente allegato la mancanza di spontaneità. Ha inoltre ritenuto che il Tribunale per il riesame abbia legittimamente valutato le dichiarazioni autoaccusatorie in connessione con il sequestro e che la circostanza della presenza nella casa dei genitori assuma rilievo in tale contesto. Quanto al denaro contante, la Corte ha ritenuto che la questione non fosse stata decisiva per l'ordinanza impugnata. Conseguentemente il ricorso è stato disatteso e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi di legge.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 4

    art. 73, comma 4, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che disciplina il reato di cui è accusato l'indagato (detenzione illecita di stupefacenti); richiamata per definire l'imputazione oggetto della misura cautelare

  • art. 350 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla utilizzabilità delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria; la Corte consente l'uso in fase cautelare se emerge la spontaneità e la libertà del dichiarante

  • art. 370, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 370, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamata dalla difesa per sostenere che l'interrogatorio delegato alla P.G. è previsto solo per l'indagato in stato di libertà; la Corte ne prende atto nel quadro delle garanzie procedurali

  • art. 63, comma secondo, cod. proc. pen.

    art. 63, comma secondo, cod. proc. pen.

    Norma citata in giurisprudenza (Vergati) che vieta l'utilizzo di alcune dichiarazioni; la Corte distingue l'applicazione assoluta di tale divieto tra diverse fasi del procedimento

  • art. 273, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 273, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma invocata dal ricorrente per lamentare omissione di valutazione di circostanze favorevoli; nella sentenza è ricordato il dovere di considerare argomentazioni difensive, ma la Corte ritiene che qui non vi sia stata omissione decisiva

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (c.d. riforma "Cartabia")

    d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Riforma richiamata nella discussione dottrinale/giurisprudenziale in tema di fonoregistrazione e garanzie procedurali per le dichiarazioni rese alla P.G.; la Corte considera il contesto normativo aggiornato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto

Massime di principio

  • In fase cautelare le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria senza difensore possono essere utilizzate se dal quadro emerge con chiarezza la libertà del dichiarante e l'assenza di coercizione o sollecitazione; esiste però giurisprudenza contraria in altri contesti (es. giudizio abbreviato).
  • Il ricorrente che contesta l'utilizzabilità delle dichiarazioni deve dedurre specificamente e con elementi la mancanza di spontaneità; obiezioni generiche sono insufficienti.
  • Il giudice delle misure può valutare nel complesso dichiarazioni, sequestri e circostanze di fatto (es. presenza in un luogo) per configurare la gravità indiziaria; singole circostanze apparentemente innocue (es. presenza in casa dei genitori) possono acquisire rilievo se collegate ad altri elementi probatori.
  • Documenti e spiegazioni forniti dalla difesa (es. prelievo bancario, contratto di lavoro) devono essere considerati e valutati dal giudice; tuttavia l'esistenza di tali spiegazioni non impedisce automaticamente l'applicazione o il mantenimento di una misura cautelare se permangono altri indizi concordanti.
  • Se il giudice non affronta in modo specifico e motivato argomenti decisivi proposti dalla difesa, la decisione può essere cassata; ma la semplice produzione di documenti favorevoli non garante l'annullamento se il Tribunale fornisce una motivazione coerente che li esamina nel contesto probatorio.
  • In casi simili è prudente che la difesa specifichi con precisione i profili di illegittimità o di non spontaneità delle dichiarazioni e chieda l'acquisizione/valutazione puntuale dei documenti probatori per evitare valutazioni sfavorevoli basate sulla valutazione complessiva degli elementi

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