Cassazione Penale, Sentenza n. 40345/2022 del 26/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto l'opposizione al rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il ricorrente contestava: a) l'applicazione della presunzione di superamento del reddito ai sensi dell'art. 76, comma 4-bis, d.P.R. 30/05/2002 n. 115 in ragione delle condanne definitive per reati di tipo associativo (art. 416-bis c.p.); b) la ritenuta inattendibilità della documentazione prodotta (corsi di studio, diplomi, vaglia mensile da parte della madre) come prova di "non abbienza"; c) la presunta indebita valorizzazione delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Attilio Pandolfino, che il ricorrente aveva denunciato per calunnia.
La decisione
Il ricorso per Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che: la presunzione prevista dall'art. 76, comma 4-bis, DPR 115/2002 è compatibile con la Costituzione purché ammetta la prova contraria; tuttavia grava sul richiedente l'onere di provare lo stato di "non abbienza" mediante concreti elementi di fatto e documenti non meramente autocertificativi, che il giudice deve vagliare rigorosamente. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, acquisite ai sensi dell'art. 96, comma 3, DPR 115/2002, sono risultate dettagliate e coerenti e non invalidate dalla sola denuncia per calunnia pendente. La documentazione prodotta dall'istante non è stata ritenuta idonea a superare la presunzione; dunque il rigetto è stato confermato. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 76 comma 4-bis
art. 76, comma 4-bis, d.P.R. n. 115/2002
Predispone una presunzione che l'appartenente ad organizzazioni criminali tragga profitti tali da escluderlo dal patrocinio a spese dello Stato; la Corte costituzionale ha ammesso la sua compatibilità solo se integrata dalla possibilità per il ricorrente di fornire prova contraria. In concreto la Corte di Cassazione conferma che la presunzione è ribaltata sull'istante, che deve fornire elementi documentali concreti per dimostrare la non abbienza; il giudice deve svolgere un vaglio rigoroso.
d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 99
art. 99 d.P.R. n. 115/2002, comma 4 (richiama la limitazione della Cassazione alle questioni di diritto)
Il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che decide sull'opposizione è ammissibile solo per violazione di legge e non per vizio della motivazione, salvo assoluta carenza della motivazione stessa; pertanto molte doglianze sulla valutazione probatoria sono inammissibili in Cassazione.
d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 96 comma 3
art. 96, comma 3, d.P.R. n. 115/2002
Consente l'acquisizione al procedimento di dichiarazioni di collaboratori di giustizia; la Corte ha ritenuto legittimo il ricorso a tali dichiarazioni per valutare la situazione reddituale del detenuto e la loro utilizzazione nella valutazione della presunzione.
codice di procedura penale, art. 51
art. 51 c.p.p. (riferimento ai reati indicati nella norma di accesso al patrocinio)
Richiamato come riferimento ai reati per i quali opera la disciplina speciale del patrocinio a spese dello Stato; spiega l'ambito soggettivo della presunzione.
codice di procedura penale, art. 616
Norma richiamata per l'irrogazione della sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle Ammende) a carico del ricorrente in caso di ricorso ritenuto inammissibile per colpa.
Corte costituzionale, sentenza n. 139 del 2010
sentenza n. 139/2010 della Corte costituzionale
Ha dichiarato che la presunzione dell'art. 76, comma 4-bis, non può avere carattere assoluto: è necessaria la possibilità di prova contraria da parte dell'interessato; la Cassazione ha richiamato questo principio come disciplina di riferimento.
Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000
sentenza n. 186/2000 della Corte costituzionale
Richiamata in relazione ai criteri per l'applicazione delle sanzioni pecuniarie per i ricorsi infondati o scorretti; utilizzata per motivare l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- La presunzione prevista dall'art. 76, comma 4-bis, DPR 115/2002 è rebuttable ma grava sul richiedente l'onere di fornire prove concrete e documentali della "non abbienza"; non basta l'autocertificazione.
- Il giudice deve svolgere un vaglio rigoroso delle allegazioni probatorie presentate per superare la presunzione; può avvalersi degli strumenti investigativi e probatori previsti, incluse le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ai sensi dell'art. 96, comma 3.
- Le critiche alla valutazione della prova sostanziale (vizio di motivazione o valutazione dei fatti) sono in via generale inammissibili in Cassazione ai sensi dell'art. 99 DPR 115/2002, salvo assoluta carenza o vuoto motivazionale.
- La mera produzione di elementi positivi quali frequenza di corsi, diplomi o aiuti economici da parte di familiari non è automaticamente idonea a dimostrare la mancanza di redditi illeciti o lo stato di impossidenza; serve un quadro probatorio complessivo e documentato.
- La semplice denuncia promossa dal ricorrente contro un dichiarante non invalida automaticamente la rilevanza delle sue dichiarazioni: per contraddirle è necessario dimostrarne l'inattendibilità con elementi concreti.
- In caso di ricorso inammissibile per colpa si possono irrogare spese e sanzioni (anche versamento alla Cassa delle Ammende), valutando la gravità e le ragioni dell'inammissibilità.
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