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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12141/2023 del 23/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'eccezione di nullità dell'udienza di convalida dell'arresto. La difesa ha dedotto che il difensore di fiducia non era stato avvisato dell'arresto e che la nomina del difensore sostitutivo (d'ufficio) è avvenuta senza rispettare la procedura formale di avviso (telegramma o PEC) prevista dall'art. 149 cod. proc. pen., per cui la convalida e gli atti successivi sarebbero radicalmente nulli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: a) le modalità previste dagli artt. 149 c.p.p. e 55 disp. att. non siano inderogabilmente prescrittive per l'avviso al difensore in presenza di urgenza (possono essere utilizzati mezzi atipici purché adeguati); b) il giudice, in caso di irreperibilità del difensore di fiducia, può designare immediatamente un difensore d'ufficio senza ulteriori tentativi di notifica; c) l'eventuale nullità della sola udienza di convalida è autonoma e deve essere impugnata con il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza ex art. 391, comma 4, c.p.p., non potendo riverberarsi automaticamente sul giudizio successivo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, d.P.R. n. 309/1990

    Indica il tipo di reato (traffico/uso di stupefacenti) per cui era stato arrestato l'indagato; la norma è richiamata a titolo di contestazione penale ma non è oggetto di interpretazione decisiva nella doglianza sulla convalida.

  • art. 149, cod. proc. pen.

    La Corte ha affermato che le formalità previste non sono sempre inderogabili per l'avviso al difensore nelle situazioni di urgenza: possono essere utilizzati mezzi atipici di comunicazione purché idonei a garantire la funzione conoscitiva.

  • art. 55, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alle forme di comunicazione/avviso; la Corte ha ritenuto che le norme sulle particolari forme di notifica non si applichino rigidamente quando l'urgenza consente mezzi alternativi adeguati.

  • art. 391, comma 4, cod. proc. pen.

    Secondo la Corte la nullità della udienza di convalida è autonoma e va impugnata con il rimedio previsto da questo articolo; non può essere fatta valere tardivamente nel corso del giudizio successivo con argomentazioni diverse.

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    Richiamata con riferimento al principio che non opera l'esonero dalle spese e dalla sanzione pecuniaria quando il ricorso è inammissibile; la decisione è stata usata per motivare la condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In situazione di convalida dell'arresto, l'urgenza processuale consente l'uso di mezzi atipici di comunicazione per avvisare il difensore, se tali mezzi sono adeguati al tempo disponibile e alla funzione conoscitiva dell'avviso.
  • Se il difensore di fiducia non è prontamente reperibile, il giudice può e deve nominare immediatamente un difensore d'ufficio senza effettuare ulteriori tentativi formali di notifica.
  • Una presunta nullità limitata all'udienza di convalida è autonoma rispetto al giudizio successivo: va impugnata con il rimedio specifico (art. 391, comma 4 c.p.p.) e non può essere sollevata in modo indifferenziato nel corso del processo successivo.
  • La mancata osservanza pedissequa delle forme di avviso (telegramma/PEC) non determina automaticamente la nullità: occorre valutare se l'irregolarità abbia effettivamente privato il difensore della conoscenza dell'arresto o abbia pregiudicato il diritto di difesa.
  • In sede di impugnazione è importante scegliere il corretto rimedio processuale: questioni attinenti alla convalida hanno percorsi e termini specifici, la mancata impugnazione con lo strumento previsto può comportare l'inammissibilità della doglianza.

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