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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15441/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva confermato la condanna per estorsione aggravata (capo A) entrambi) e per il tentativo di rapina aggravata (capo B, solo Moretti). Le censure principali riguardano: 1) errata qualificazione giuridica (si sostiene che i fatti dovessero rientrare nell'art. 611 c.p. o nell'art. 640 c.p. e non nell'estorsione art. 629); 2) carenze probatorie sulla posizione di Moretti e sull'elemento psicologico dell'estorsione; 3) mancato riconoscimento della desistenza volontaria (per il capo B) e delle circostanze attenuanti generiche; 4) presunta inutilizzabilità delle intercettazioni acquisite in altro procedimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, rigettando tutti i motivi. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito motivazione adeguata e non viziata da manifesta illogicità, che le questioni sollevate fossero, in massima parte, valutazioni di merito non sindacabili in sede di legittimità, e che la qualificazione in termini di estorsione fosse corretta anche alla luce degli elementi probatori. Ha inoltre ritenuto legittima l'utilizzazione delle intercettazioni disposte in altro procedimento in virtù delle deroghe previste dalla giurisprudenza (reato grave/obbligo di arresto in flagranza). Sono state confermate la condanna alle spese e l'ammenda a favore della cassa delle ammende (provvedimento dispone il pagamento a carico dei ricorrenti).

Norme richiamate

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina liberamente la valutazione delle prove: le censure che mirano a contestare la persuasività o l'apprezzamento del merito compiuto dai giudici di merito sono, se generiche, inammissibili
  • L'estorsione (art. 629) può essere configurata anche quando la disposizione coartata arrechi danno a patrimoni diversi da quello della persona coartata; non è necessario che il danno colpisca direttamente il patrimonio della vittima
  • La qualificazione tra estorsione, truffa o induzione a delinquere dipende dagli elementi teleologici e fattuali: se è provata la costrizione mediante minacce finalizzate a ottenere una somma o una utilità, prevale l'estorsione
  • La desistenza volontaria non può essere riconosciuta se il reato è stato consumato; l'accertamento sulla consumazione è valutazione di fatto rimessa ai giudici di merito
  • Le intercettazioni autorizzate in altro procedimento possono essere utilizzate quando ricorrono le eccezioni previste dalla giurisprudenza (reati di particolare gravità e casi tassativamente indicati, collegati all'obbligatorietà dell'arresto in flagranza), ma la loro utilizzabilità va motivata caso per caso
  • Per impugnare efficacemente la motivazione in Cassazione è necessario proporre censure specifiche, non attacchi generici alla logica o alla persuasività del giudizio di merito

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