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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28530/2023 del 03/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro la conferma in appello della condanna per rapina. Il ricorrente contestava: 1) l'utilizzabilità delle dichiarazioni della persona offesa Fabio Juan Fernandez acquisite in dibattimento non essendo più reperibile; si sosteneva che l'irreperibilità fosse prevedibile (Fernandez era extracomunitario privo di permesso di soggiorno e quindi soggetto a espulsione) e che, escludendosi tali dichiarazioni, mancasse la gravità indiziaria; 2) l'accertamento che il fatto fosse commesso da piu persone riunite, ritenuto non provato e generico, con conseguente prescrizione del reato; 3) errori nel calcolo della pena e omissione della concessione della sospensione condizionale della pena e del beneficio della non menzione, pur essendo tali benefici invocati e compatibili con la pena ridenominata in appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in parte. Primo motivo: manifestamente infondato; la previsione di irreperibilita va valutata ex ante sulla base delle conoscenze disponibili entro il termine utile per chiedere l'incidente probatorio e la sola condizione di cittadino extracomunitario o iniziale mancanza di permesso non basta a rendere prevedibile l'allontanamento; inoltre le dichiarazioni della persona offesa erano riscontrate da referto di pronto soccorso, accertamenti sul luogo e altre circostanze. Secondo motivo: manifestamente infondato; le dichiarazioni e le risultanze mostrano la presenza di due aggressori e la connessa violenza, quindi la circostanza della pluralita degli autori resta provata. Terzo motivo: fondato; la Corte d'appello, pur avendo ricevuto istanza di sospensione condizionale, non si e pronunciata sul punto e non ha motivato la mancata decisione, contravvenendo al dovere di decidere. Perciò la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente all'omessa statuizione sulla concessione della sospensione condizionale della pena e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo giudizio solo su quel punto; per il resto la condanna e l'accertamento di responsabilita penale sono stati confermati e sono divenuti definitivi.

Norme richiamate

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Consente, su richiesta di parte, la lettura in dibattimento di atti predibattimentali quando, per fatti o circostanze imprevedibili, ne sia divenuta impossibile la ripetizione. Richiede la sopravvenuta irripetibilita dell'atto e l'imprevedibilita della circostanza al momento della formazione dell'atto; va valutata ex ante sulla base delle conoscenze concrete disponibili al termine utile per chiedere l'incidente probatorio.

  • art. 392, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Disciplinando l'incidente probatorio, impone alle parti di richiedere misure preventive quando vi sia rischio di dispersione della prova; il ricorso all'art. 512 per la lettura degli atti si inserisce in rapporto logico-funzionale con l'istituto dell'incidente probatorio.

  • art. 111 Cost.

    Sancisce il diritto al giusto processo e al contraddittorio; le deroghe alla formazione della prova in contraddittorio sono ammesse solo per oggettiva e imprevedibile impossibilita, con rigorosa valutazione.

  • art. 164 cod. pen.

    Disciplina il giudizio prognostico per la concessione della sospensione condizionale della pena; la valutazione spetta al giudice di merito e comporta una motivazione specifica se il beneficio e richiesto.

  • Sez. U., n. 36747 del 28/5/2003 (Torcasio)

    Giurisprudenza di legittimita che precisa come alla sopravvenuta irreperibilita non possa attribuirsi automaticamente il significato di volontaria sottrazione dall'esame; va accertata con rigore la natura imprevedibile dell'evento.

  • Sez. U., n. 22533 del 25/10/2018 (Salerno)

    Ha affermato che il giudice dell'appello ha un dovere di decidere, con motivazione, sulla concessione dei benefici di legge invocati; l'omessa pronuncia costituisce motivo di annullamento per violazione di legge e difetto di motivazione.

Massime di principio

  • La valutazione della prevedibilita dell'irreperibilita di un dichiarante si effettua ex ante, sulla base delle conoscenze concrete disponibili entro il termine per chiedere l'incidente probatorio: la sola condizione di cittadino extracomunitario o l'assenza iniziale di permesso di soggiorno non rendono automaticamente prevedibile l'allontanamento.
  • Le dichiarazioni predibattimentali possono essere utilizzate se l'irreperibilita e sopravvenuta per fatti imprevedibili e se le dichiarazioni trovano riscontri oggettivi (referti, accertamenti sul luogo, elementi investigativi).
  • L'accertamento della pluralita degli autori puo fondarsi anche su dichiarazioni della persona offesa se coerenti, logiche e riscontrate, e l'assenza di identificazione di tutti gli autori non esclude automaticamente la responsabilita per concorso di persone.
  • Se il difensore invoca in modo esplicito la concessione di benefici (per es. sospensione condizionale della pena) il giudice di merito e tenuto a pronunciarsi motivatamente; l'omessa decisione sul punto determina annullamento con rinvio.
  • La Corte di Cassazione non puo sostituirsi al giudice di merito nel compiere valutazioni prognostiche complesse (art. 164 cod. pen.); tali valutazioni vanno dunque rimesse al giudice adito in caso di omessa pronuncia.
  • In fase di impugnazione per cassazione, parti e difesa devono porre attenzione, sin dall'istruttoria, alla possibilita di richiedere l'incidente probatorio quando esiste rischio di dispersione di prove o di irreperibilita di testi.

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