Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32909/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Caltanissetta (06/05/2025) che aveva annullato il decreto del G.I.P. (04/04/2025) relativo al sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente di profitti ritenuti derivanti dal reato di riciclaggio (capo C) a carico di Ripollino. Il Procuratore Europeo contestava la decisione che aveva escluso il fumus del reato presupposto di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis) contestata a terzi (Paterna, Iacona, Vecchio), sostenendo invece l'esistenza di un articolato meccanismo fraudolento (cessione e retrocessione dei terreni, uso di prestanome, business plan falsi, omissioni verso enti erogatori, riutilizzo di somme pubbliche per scopi diversi) idoneo a ingannare ISMEA e AGEA e a costituire il presupposto del profitto oggetto di sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità. Ha ritenuto che il ricorso si limitasse a censurare la parte dell'ordinanza che escludeva il fumus del reato di truffa (art. 640-bis) relativo ad altri indagati, senza invece confrontarsi con le specifiche argomentazioni del Tribunale relative alla posizione di Ripollino e alla condotta di riciclaggio a lei contestata (capo C). In particolare il Tribunale aveva motivato l'insussistenza del fumus in relazione a Ripollino osservando che i versamenti contestati risultavano anteriori alla consumazione delle truffe, rendendo impossibile che fossero profitto derivante da reati non ancora realizzati. Tale argomentazione non è stata rimossa o confutata nel ricorso. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il Procuratore, in quanto parte pubblica, è esentato dalle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 640-bis cod. pen.

    Richiamato come reato presupposto (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche). La decisione impugnata ha escluso il fumus relativamente ai fatti contestati a soggetti diversi da Ripollino; il ricorso non ha invece affrontato la valutazione del Tribunale circa l'irrilevanza di tali reati rispetto alla posizione specifica dell'imputata.

  • art. 610, comma 5 e art. 611, comma 1-bis c.p.p.

    Norme procedurali richiamate per la trattazione in camera di consiglio senza presenza delle parti per mancata richiesta di trattazione orale nei termini; rilevano sullo svolgimento del procedimento di cassazione.

  • Giurisprudenza della Suprema Corte (principio sull'idoneità degli artifici)

    Riferimento al principio secondo cui l'idoneità degli artifici e raggiri deve essere valutata ex ante rispetto alla capacità di trarre in inganno un ente pubblico dotato di media diligenza. Tuttavia la Corte ha richiesto che il ricorrente colleghi tale principio alla posizione concreta dell'imputata; la mera invocazione del principio senza affrontare le motivazioni del tribunale sulla posizione personale dell'imputata è insufficiente.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro l'annullamento di misure cautelari patrimoniali deve confrontarsi specificamente con le argomentazioni del giudice di merito relative alla posizione individuale dell'imputato: azioni generiche contro la qualificazione dei reati presupposti non sono sufficienti.
  • Per il reato di riciclaggio è cruciale dimostrare il nesso temporale e causale tra il profitto e il reato presupposto: somme versate anteriormente alla consumazione del delitto presupposto non possono essere agevolmente qualificate come proventi di quel reato.
  • La nozione di 'idoneità' degli artifici a trarre in inganno un ente erogatore si valuta ex ante rispetto a un ente dotato di media diligenza, ma l'attore dell'impugnazione deve collegare tale valutazione ai fatti concreti e alla posizione dell'imputato per evitare l'inammissibilità per aspecificità.
  • In sede di impugnazione è necessario criticare direttamente e puntualmente le motivazioni del provvedimento impugnato: l'omissione di un confronto motivato con le ragioni del giudice di merito può portare a dichiarare il ricorso inammissibile.
  • La qualità di parte pubblica (Procuratore) comporta l'esonero dal pagamento delle spese processuali, anche in caso di inammissibilità del ricorso.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.