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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37102/2022 del 30/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Leonetti era stato condannato per diffamazione aggravata per aver scritto in una chat di autisti: "Non prendete servizi da questa persona perché al primo problema non paga le fatture. Invito amministratori a rimuovere da questa chat persone del genere". Con il ricorso in cassazione deduceva: errata qualificazione giuridica del fatto (sosteneva che, essendo la persona offesa presente nella chat, la fattispecie rientrerebbe nell'ingiuria depenalizzata ai sensi dell'art. 596, comma 4, cod. pen.); mancato riconoscimento della prova liberatoria; acquisizione parziale del compendio probatorio; ed eccessività della pena e motivazione apparente in parte qua.

La decisione

La Corte ha rilevato che è stata acquisita agli atti una remissione di querela rilasciata dalla persona offesa (verbale del 30/5/2022) e l'accettazione da parte del ricorrente (verbale del 31/5/2021). Considerata la valida e rituale remissione di querela per un reato procedibile a querela, il reato è estinto; la Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Non sono emersi elementi per pronunciare un proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Le spese processuali sono state poste a carico dell'imputato, salvo diversa pattuizione.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) e lett. b), cod. proc. pen.

    Norma invocata dal ricorrente per formulare i motivi di cassazione (errori di diritto e valutazione della prova). La Corte non ha deciso nel merito perché ha ritenuto estinto il reato per remissione di querela.

  • art. 596, comma quarto, cod. pen.

    Riferimento normativo usato dal ricorrente per sostenere che, essendo la persona offesa presente nella chat, il fatto dovrebbe rientrare nella fattispecie dell'ingiuria (così da determinare diversa qualificazione e possibile depenalizzazione). La Corte non ha approfondito la questione per effetto dell'estinzione del reato.

  • art. 129, cod. proc. pen.

    La Corte segnala che dalle sentenze di merito non emergono elementi per pronunciare un proscioglimento ex art. 129 c.p.p.; tuttavia, poiché il reato è estinto per remissione di querela, la sentenza viene annullata senza rinvio.

  • Remissione di querela (estinzione del reato procedibile a querela)

    Rilevanza centrale: la remissione di querela, valida e rituale e accettata dall'imputato, estingue il reato procedibile a querela e determina l'annullamento della condanna senza rinvio.

Massime di principio

  • Se la persona offesa rilascia una remissione di querela valida e rituale e l'imputato l'accetta, il reato procedibile a querela si estingue e le sentenze di condanna devono essere annullate senza rinvio.
  • La remissione di querela risolve la controversia penale indipendentemente dalle questioni di merito sollevate (es. errata qualificazione, valutazione della prova): tali questioni diventano ininfluenti se il reato si estingue.
  • La distinzione tra diffamazione e ingiuria in contesti digitali dipende dalle modalità di diffusione e dalla presenza di terzi; la presenza della persona offesa nella stessa comunicazione può essere rilevante ma richiede accertamenti probatori specifici.
  • L'estinzione del reato per remissione non equivale a un proscioglimento nel merito (art. 129 c.p.p.); va verificato se ricorrono i presupposti per un proscioglimento separato.
  • Anche in caso di estinzione del reato, il giudice può comunque decidere in ordine alle spese processuali secondo le regole di legge, salvo diversa pattuizione.

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