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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45072/2022 del 25/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato; ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla confisca del telefono cellulare e ha disposto la restituzione del dispositivo. Rimangono invece ferme la condanna (applicata ai sensi dell'art. 444 c.p.p.: due anni di reclusione e 10.000 euro di multa) e le altre misure oggetto di adeguata motivazione (confisca/distruzione degli altri beni sequestrati).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la mancanza di motivazione in ordine alla confisca del telefono cellulare: la sentenza impugnata aveva motivato la confisca sul denaro ritenuto provento dello spaccio, ma non aveva spiegato il nesso di pertinenzialità o lo stretto rapporto strumentale tra il cellulare e il reato, necessario quando la confisca sia facoltativa.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Indica che la sentenza impugnata era stata pronunciata nell'ambito dell'accordo tra le parti (applicazione della pena su richiesta).

  • art. 73, comma 4, e art. 80, comma 2, d.P.R. 309/1990

    Norme sostanziali richiamate come fondamento della condotta contestata (illecito in materia di stupefacenti) e delle relative conseguenze patrimoniali.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per cassazione anche quando la censura riguarda ipotesi di illegittimità della pena estesa alle misure personali o patrimoniali applicate officiosamente e non comprese nell'accordo.

  • Sezioni Unite, n. 21368 del 26/09/2019 (dep. 17/07/2020)

    Chiarisce che le misure applicate officiosamente nell'ambito di un procedimento di applicazione della pena possono essere oggetto di ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis.

  • Giurisprudenza (Sez. 4, n. 41560 del 26/10/2010; Sez. 5, n. 47179 del 03/11/2009; Sez. 6, n. 34088 del 07/07/2003)

    Consolidato principio secondo cui la confisca facoltativa richiede la dimostrazione di un rapporto di asservimento oggettivo tra la cosa e il reato: non basta una mera occasionalità, ma serve un nesso strumentale che renda probabile la reiterazione dell'attività criminosa se la cosa restasse nella libera disponibilità.

Massime di principio

  • La confisca facoltativa richiede motivazione specifica: il giudice deve indicare perché la libera disponibilità del bene agevolerebbe la reiterazione del reato, dimostrando un nesso strumentale oggettivo tra bene e reato.
  • Nei procedimenti con applicazione della pena su richiesta (patteggiamento) le misure non concordate e applicate d'ufficio restano sindacabili in Cassazione ai sensi dell'art. 448 c.p.p., comma 2-bis.
  • La mera indicazione di contatti telefonici o l'accenno all'uso di un telefono non sostituisce la necessità di provare che il dispositivo sequestrato sia effettivamente stato utilizzato come strumento del reato.
  • Se la motivazione della confisca è carente la Corte di Cassazione può annullare la misura senza rinvio e disporre la restituzione del bene, lasciando inalterato il resto della decisione se adeguatamente motivato.
  • Per evitare annullamenti, il giudice deve specificare nella motivazione quali elementi probatori collegano il bene alla condotta criminosa e in che modo la sua disponibilità incide sulla probabilità di reiterazione.

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