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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44855/2022 del 25/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di appello che aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati a loro ascritti (artt. 44 lett. c - 64, 71, 65, 72, 83-95 d.P.R. n. 380/2001 e art. 181, comma 1-bis, d.lgs. 42/2004), deducendo la violazione di legge per la mancata revoca degli ordini accessori di demolizione delle opere abusive e di rimessione in pristino dello stato dei luoghi. Sostenevano che tali statuizioni sono accessorie alla sentenza di condanna e che la declaratoria di prescrizione impone la revoca delle medesime; chiedevano quindi l'annullamento senza rinvio limitatamente all'omessa revoca di tali ordini.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha richiamato l'art. 31, comma 9, d.P.R. n. 380/2001 e l'art. 181, comma 2, d.lgs. n. 42/2004, e la consolidata giurisprudenza secondo cui l'ordine di demolizione e l'ordine di rimessione in pristino sono sanzioni amministrative di natura ablatoria accessorie alla sentenza di condanna. Poiché la Corte di appello aveva dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione ma non aveva revocato gli ordini accessori, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'omessa revoca dell'ordine di demolizione e dell'ordine di rimessione in pristino, disponendo l'eliminazione di tali disposizioni.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380/2001, art. 31, comma 9

    "per le opere abusive di cui al presente articolo (interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire ovvero in totale difformità o con variazioni essenziali) , il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 44, ordina la demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita"

    L'ordine di demolizione è una sanzione amministrativa di tipo ablatorio accessoria alla sentenza di condanna; quando il reato principale è dichiarato estinto (es. per prescrizione) l'ordine deve essere revocato.

  • d.lgs. n. 42/2004, art. 181, comma 2

    "Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato"

    L'ordine di rimessione in pristino è una sanzione amministrativa riparatoria accessoria alla condanna e, pertanto, va revocato se la condanna principale si estingue per prescrizione.

  • d.P.R. n. 380/2001, art. 44 (richiamato)

    Articolo che definisce il reato relativo alle opere abusive; qui richiamato per identificare il reato principale cui si collegano gli ordini accessori di demolizione.

Massime di principio

  • Gli ordini giudiziali di demolizione e di rimessione in pristino sono sanzioni amministrative di natura ablatoria o riparatoria accessorie alla sentenza di condanna e non misure amministrative ordinarie.
  • Quando il reato principale viene dichiarato estinto per prescrizione, il giudice dell'impugnazione deve revocare gli ordini accessori di demolizione e rimessione in pristino; la mancata revoca può essere annullata dalla Corte di cassazione senza rinvio.
  • La revoca degli ordini accessori non impedisce all'autorità amministrativa di esercitare autonomi poteri amministrativi per ottenere la rimozione o il ripristino del luogo secondo le norme del settore; la decisione penale e l'intervento amministrativo sono distinti.
  • In sede di impugnazione, la qualificazione giuridica delle misure accessorie come sanzioni dipende dal rapporto di accessorietà con la condanna: se manca la condanna (per estinzione) viene meno la base giuridica per mantenerle.
  • Chi impugna una sentenza dichiarativa di estinzione che omette la revoca di ordini accessori può chiedere l'annullamento limitato a tali statuizioni senza rinvio.

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