Cassazione Penale, Sentenza n. 46004/2024 del 16/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il pubblico ministero aveva chiesto la revoca della sospensione condizionale della pena concessa a Califano (sentenza 18/03/2009), sostenendo che il condannato aveva commesso nuovi reati nel quinquennio successivo che costituiscono titolo per la revoca. Il giudice dell'esecuzione, con ordinanza dell'8/07/2024, aveva respinto l'istanza ritenendo che i reati commessi il 19 e 20 novembre 2015 fossero estinti ex art. 445 c.p.p. per decorso del quinquennio senza ulteriori reati. Il PM impugnava sostenendo invece che il certificato penale riportava condanne per altri reati commessi nel 2017 e il 28/01/2018 (con sentenze divenute irrevocabili), che impedivano l'estinzione e costituivano titolo per la revoca.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, rilevando dalla lettura del certificato penale l'esistenza di condanne per reati commessi il 7/08/2017, 1/10/2017, 9/02/2018 e il 28/01/2018, divenute irrevocabili. Ne consegue che i reati del 19-20/11/2015 non erano estinti per decorso del quinquennio e che la revoca della sospensione condizionale doveva essere disposta. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e la Corte ha revocato il beneficio della sospensione condizionale della pena concesso a Califano.
Norme richiamate
Individua il tipo di reato contestato nelle successive condanne; usato per identificare i delitti che impediscono l'estinzione ex art. 445 c.p.p.
Altro capo di imputazione relativo ai fatti del 19-20/11/2015; rilevante come titolo originario per la sospensione condizionale poi oggetto di revoca.
Regola l'estinzione del reato per il decorso del quinquennio senza commissione di nuovi delitti; la Corte ha rilevato che tale estinzione non è intervenuta perché il certificato penale documenta reati commessi nel quinquennio successivo.
art. 620, comma 1, lett. l), cod. proc. pen.
Consente alla Corte di Cassazione di annullare senza rinvio l'ordinanza impugnata e decidere direttamente quando non residuano valutazioni di merito da svolgere dal giudice di merito; applicata per disporre la revoca della sospensione condizionale.
Giurisprudenza citata: Sez. 1, Sent. n. 10742 del 05/02/2009 (PM in proc. Erra)
Richiamata in quanto principio secondo cui la revoca obbligatoria della sospensione condizionale, illegittimamente rifiutata dal giudice dell'esecuzione, può essere disposta direttamente dalla Corte di Cassazione con annullamento senza rinvio.
Massime di principio
- La sospensione condizionale della pena può essere revocata obbligatoriamente se il condannato commette nuovi reati nel periodo di comporto: la presenza di successive condanne divenute irrevocabili impedisce l'operare dell'estinzione per decorso del quinquennio.
- L'estinzione del reato ex art. 445 c.p.p. per decorso del quinquennio opera solo in assenza di ulteriori delitti commessi nel periodo considerato; è essenziale verificare le date di commissione e le date di irrevocabilità delle sentenze riportate nel certificato penale.
- Il giudice dell'esecuzione deve basare la sua decisione su una corretta lettura e valutazione del certificato del casellario/penale; errori o travisamenti dei dati di fatto giustificano l'intervento della Corte di Cassazione.
- Quando non residuano valutazioni di merito da compiere, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio e decidere direttamente sulla revoca della sospensione condizionale (art. 620 c.p.p.), soprattutto se il titolo revocante è pacificamente accertato nel certificato penale.
- In fase di istanza di revoca è prudente per il PM documentare e allegare il certificato penale aggiornato per dimostrare la sussistenza di fatti sopravvenuti che impediscono l'estinzione e legittimano la revoca.
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