Cassazione Penale, Sentenza n. 33110/2022 del 08/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Forlì che, su istanza della Pop Npls 2020 quale creditore ipotecario, aveva riconosciuto a quest'ultima il diritto di soddisfarsi sul compendio immobiliare sottoposto a sequestro penale. La difesa deduceva errata applicazione degli artt. 240 e 322-ter c.p., lamentando violazione del contraddittorio e della tutela della proprietà: sosteneva che la Edilzena fosse estranea al reato commesso da Francesco Raso e che la vendita degli immobili fosse simulata; pertanto la confisca e l'ordine di vendita a favore del creditore ipotecario avrebbero illegittimamente colpito un terzo estraneo senza possibilità di esercitare pienamente il contraddittorio e senza prova di responsabilità a carico della Edilzena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Il motivo è che il giudice dell'esecuzione ha correttamente riconosciuto il diritto del creditore ipotecario di soddisfarsi sul bene fino all'ammontare del credito, avendo la Pop Npls agito da titolare in buona fede di un'ipoteca costituita nel 2005, anteriore al decreto di sequestro. È stato inoltre ritenuto che la Edilzena non fosse un terzo assolutamente estraneo, alla luce degli elementi emergenti nel giudizio penale (vendita simulata, rapporto di coniugio e comportamento omissivo nella dichiarazione dei cespiti), e che la società abbia comunque potuto esercitare le proprie prerogative nel procedimento di esecuzione. La Corte ha richiamato precedenti giurisprudenziali secondo cui il cessionario del credito subentra nella posizione giuridica del cedente e può far valere le condizioni per l'ammissione del credito anche se la cessione è avvenuta dopo il sequestro. Per tali ragioni il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Richiamato come norma contestata dalla difesa in relazione alla confisca e al sequestro: la Corte non ha ritenuto fondato il vizio di applicazione invocato dalla ricorrente alla luce degli accertamenti sul rapporto negoziale simulato e sulla posizione del creditore ipotecario.
Invocato dalla difesa in relazione alla presunta violazione del contraddittorio e della tutela dei terzi; la Corte ha ritenuto inesistenti profili processuali tali da inficiare l'ordinanza impugnata.
Richiamato come parte della fattispecie penale per cui Raso è stato condannato; il profitto del reato è stato quantificato e la confisca limitata a tale somma.
Parte della contestazione penale che ha portato alla confisca parziale; la circostanza della vendita simulata è stata ritenuta rilevante ai fini della valutazione della posizione della Edilzena.
Norma richiamata per l'imposizione dell'onere delle spese processuali alla ricorrente in caso di rigetto del ricorso; la Cassazione ha condannato la Parrotta/Edilzena al pagamento delle spese.
Sez. 5, n. 1841 del 24/11/2016 (relativa a misure patrimoniali)
Richiamata per il principio secondo cui il riconoscimento della buona fede del creditore garantito è possibile anche se la cessione del credito è avvenuta dopo il sequestro; tale principio è esteso alle situazioni di sequestro finalizzato alla confisca.
Sezioni Unite, sent. n. 29847 del 31/05/2018
Richiamata per il principio che la cessione del credito comporta il trasferimento delle garanzie e degli accessori, e che il cessionario assume la posizione giuridica del cedente, potendo far valere condizioni come l'anteriorità del credito rispetto al sequestro.
Sezioni Unite, sent. n. 48126 del 20/07/2017
Richiamata per il principio procedurale secondo cui il terzo formalmente proprietario del bene sottoposto a sequestro può agire in giudizio di cognizione per ottenere la restituzione del bene prima che la confisca diventi irrevocabile e, in caso di diniego, proporre appello davanti al Tribunal del riesame.
Massime di principio
- Un creditore ipotecario che abbia una ipoteca costituita anteriormente al sequestro conserva il diritto di soddisfarsi sul bene, e il cessionario del credito subentra nella stessa posizione giuridica del cedente anche se la cessione è avvenuta dopo il sequestro.
- La buona fede del creditore garantito si valuta anche alla luce della regolarità dell'operazione bancaria originaria e dell'anteriorità dell'iscrizione ipotecaria rispetto al provvedimento ablativo.
- La mera qualità formale di proprietario di un terzo non esclude che, ove emergano elementi di simulazione o collegamento con l'autore del reato, la sua posizione possa essere attenuata; il terzo deve tuttavia esercitare i rimedi di cognizione (richiesta di restituzione e appello) prima che la confisca diventi irrevocabile.
- La cessione del credito trasferisce anche le garanzie reali e gli accessori: il cessionario può quindi provare l'esistenza delle condizioni necessarie per l'ammissione del credito garantito al soddisfo sul bene sequestrato.
- Le doglianze processuali sul mancato contraddittorio in sede esecutiva hanno rilievo solo se effettivamente impediscono al terzo di esercitare le sue prerogative; l'effettivo coinvolgimento e la possibilità di difesa in esecuzione sono elementi valutati dal giudice.
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