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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42057/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Bergamo che aveva riconosciuto la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. in relazione a una truffa con danno di circa 1.000 euro, nonché l'aggravante per aver approfittato della minorata difesa della vittima. Il Pubblico Ministero deduceva violazione di legge: la causa di non punibilità non poteva essere riconosciuta in presenza dell'aggravante della minorata difesa e di un danno non esiguo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, affermando che la causa di non punibilità ex art. 131-bis non è applicabile quando l'agente abbia approfittato delle condizioni di minorata difesa della vittima (intese anche come circostanze di tempo e di luogo ai sensi dell'art. 61, comma 1, n. 5 cod. pen.). Il Tribunale aveva illegittimamente riconosciuto sia l'aggravante che la causa di non punibilità; la sentenza è stata annullata e il procedimento rinviato alla Corte d'appello di Brescia per nuovo esame ai sensi dell'art. 569, comma 4, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando l'agente ha approfittato delle condizioni di minorata difesa della vittima.

  • art. 61, comma 1, n. 5 cod. pen.

    L'aggravante della minorata difesa si riferisce non solo alle condizioni personali della vittima ma anche alle circostanze di tempo e di luogo; la Corte la interpreta come ostativa all'applicazione di art. 131-bis quando sussiste.

  • art. 569, comma 4, cod. proc. pen.

    Fondamento normativo per l'annullamento della sentenza con rinvio per nuovo esame da parte della Corte d'appello competente.

  • art. 23, comma 8 D.L. n. 137/2020

    Disposizione che consente la celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto; qui richiamata in riferimento alla modalità di svolgimento del giudizio di legittimità.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 2, n. 9113 del 17/02/2021, Frappampina, Rv. 280663 - 01)

    Sez. 2, n. 9113 del 17/02/2021, Frappampina, Rv. 280663 - 01

    Conferma il principio per cui l'art. 131-bis non è compatibile con l'aggravante della minorata difesa.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) non può essere riconosciuta se è contestata e provata un'aggravante consistente nell'aver approfittato della minorata difesa della vittima.
  • L'aggravante della minorata difesa comprende non solo le caratteristiche personali della vittima ma anche circostanze esterne come tempo e luogo; la sua sussistenza esclude in genere l'applicazione delle attenuanti speciali come la tenuità del fatto.
  • Non è coerente (e costituisce motivo di annullamento) che un giudice riconosca simultaneamente un'aggravante rilevante e la causa di non punibilità per tenuità: va effettuata una valutazione logica e normativa unitaria.
  • L'entità del danno è un elemento rilevante nella valutazione della 'tenuità'; danni intorno a 1.000 euro possono non essere considerati esigui, specie se concomitano aggravanti.
  • In caso di erronea applicazione della norma sulla tenuità o di valutazioni contraddittorie, la Cassazione tende ad annullare con rinvio per nuovo esame piuttosto che decidere nel merito.

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