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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31280/2022 del 22/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore dell'imputato ha impugnato la sentenza d'appello sostenendo violazione di legge e vizi di motivazione per la mancata derubricazione dei reati da truffa a insolvenza fraudolenta ai sensi dell'art. 641 c.p. Nel dettaglio: per il capo B) si contestava che non vi fosse simulazione di circostanze artificiose ma soltanto la dissimulazione dello stato di insolvenza e che mancasse il danno patrimoniale perché le somme risultarono poi pagate; per il capo A) si deduceva l'assenza del dolo perché l'imputato avrebbe consegnato assegni alla persona offesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la qualificazione dei fatti come truffa per entrambi i capi. Ha ritenuto corretta la ricostruzione della Corte d'appello: capo A) l'imputato aveva prospettato falsamente un'assunzione e si era fatto consegnare denaro per l'acquisto di un veicolo, poi era divenuto irreperibile; capo B) l'imputato, pur avendo precedentemente sempre pagato, pagò le scommesse con assegni poi protestati, creando l'apparenza di solvibilità e inducendo in errore il titolare del centro. La Corte ha inoltre chiarito che il reato si perfeziona al momento dell'emissione dei assegni inesigibili, e che il successivo pagamento da parte di terzi non annulla la consumazione. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen. (truffa)

    La frode nella truffa si attua mediante la simulazione di circostanze e condizioni non vere, artificiosamente create per indurre altri in errore; è necessario un quid pluris quando l'elemento materiale è costituito da assegni privi di copertura

  • art. 641 cod. pen. (insolvenza fraudolenta)

    Il delitto si configura quando la frode è realizzata mediante la dissimulazione del reale stato di insolvenza dell'agente; va distinto dalla truffa laddove manchi simulazione di circostanze

  • art. 616 cod. proc. pen. (conseguenze dell'inammissibilità)

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, se l'inammissibilità è stata determinata per colpa, al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra truffa (art. 640) e insolvenza fraudolenta (art. 641) verificando se la condotta abbia previsto la simulazione di circostanze o solo la dissimulazione dello stato di insolvenza
  • L'emissione di assegni privi di copertura può integrare la truffa se è accompagnata da un quid pluris, ossia da comportamenti o circostanze che creano un affidamento ragionevole nella vittima sulla solvibilità o sull'onestà dell'agente
  • La consumazione del reato avviene al momento in cui si realizza il meccanismo fraudolento (es. emissione di assegni inesigibili); atti successivi di pagamento da parte di terzi non cancellano la consumazione già avvenuta
  • La consegna di strumenti di pagamento (assegni) alla vittima non esclude automaticamente il dolo se risultano protestati o se la condotta dell'agente dimostra l'intenzione di procurarsi un ingiusto profitto
  • In sede di Cassazione, un ricorso manifestamente infondato o proposto con colpa può essere dichiarato inammissibile e comportare sanzioni economiche oltre al pagamento delle spese processuali

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