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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00957/2025 del 09/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice di sorveglianza)

La controversia

La vicenda riguarda il trattenimento, da parte dell'autorità di sorveglianza, di una missiva inviata da un detenuto alla moglie. Il magistrato di sorveglianza aveva autorizzato il nulla osta al trattenimento della corrispondenza, ritenendo che il contenuto della lettera, nel riferire un sogno con indicazione di luoghi, potesse veicolare messaggi criptici all'esterno, presumibilmente diretti al sodalizio di appartenenza. Il tribunale di sorveglianza ha respinto il reclamo del detenuto. Con il ricorso per cassazione l'interessato ha dedotto violazione dell'art. 18 L. 354/1975 e illogicità della motivazione, sostenendo che la motivazione fosse troppo generica e lacunosa, perché si limitava a evocare il racconto di un sogno senza spiegare in concreto quale fosse il pericolo per l'ordine e la sicurezza dell'istituto; inoltre, l'omissione dei dettagli della missiva impedirebbe il controllo della correttezza del trattenimento e comprometterebbe il diritto di difesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, nel controllo della corrispondenza dei detenuti, la motivazione del provvedimento debba essere calibrata in modo da non svelare proprio il contenuto della missiva censurata, specie quando si tratti di corrispondenza in uscita dal detenuto. In tale contesto è sufficiente un richiamo non analitico al contenuto della comunicazione, purché formulato con modalità idonee a bilanciare le esigenze di pubblico interesse con il diritto di difesa. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 18 L. 354/1975

    La disposizione è richiamata come parametro del controllo sulla corrispondenza detenuto; la Corte implicitamente afferma che la motivazione del provvedimento di trattenimento può essere sintetica quando la corrispondenza sia in uscita, per evitare di rivelarne il contenuto.

  • art. 15 Cost.

    La libertà di corrispondenza dei detenuti può essere limitata solo con provvedimento dell'autorità giudiziaria; la motivazione deve essere modulata diversamente a seconda che la corrispondenza sia in uscita o in entrata.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

  • Corte cost. n. 186 del 13 giugno 2000

    È richiamata per il criterio secondo cui la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità richiede la verifica dell'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Nel procedimento di controllo della corrispondenza del detenuto, la motivazione del provvedimento che dispone il trattenimento non deve essere analitica quando ciò comporterebbe la rivelazione del contenuto della missiva sottoposta a controllo.
  • Per la corrispondenza in uscita dal detenuto è sufficiente che il giudice indichi in modo sintetico e non rivelatore le ragioni concrete della limitazione, poiché il soggetto inciso coincide con l'autore della comunicazione.
  • Il diritto di difesa del detenuto va bilanciato con le esigenze di ordine e sicurezza o di prevenzione che giustificano il trattenimento della corrispondenza; il richiamo al contenuto può essere non dettagliato, purché consenta il controllo giurisdizionale senza esporre i profili sensibili della comunicazione.
  • Quando il ricorso è manifestamente inammissibile e non emergono elementi per escludere la colpa del ricorrente, consegue la condanna al pagamento delle spese e della somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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