Cassazione Penale, Sentenza n. 23828/2025 del 25/06/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma in appello della condanna, fondata prevalentemente sulla testimonianza della persona offesa (Beraj Breba) per tentata estorsione. La ricorrente ha dedotto: (i) mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione sulla attendibilità della persona offesa e assenza di riscontri; (ii) violazione di legge per l'uso, nella motivazione, di elementi non compatibili con il rito abbreviato; (iii) sottovalutazione e mancata considerazione delle dichiarazioni a discarico (teste Panetta) e delle risultanze circa la delega alla riscossione dei canoni da parte della ricorrente; (iv) errata qualificazione giuridica del fatto come tentata estorsione invece che come esercizio arbitrario delle proprie ragioni, senza valutare l'eventuale convinzione della ricorrente sulla legittimità della pretesa; (v) contestazione delle statuizioni civili ritenute implicitamente rinunciate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Bari per un nuovo giudizio. La Corte ha censurato la motivazione dei giudici di merito per insufficiente e contraddittoria valutazione dell'attendibilità della persona offesa (soprattutto in presenza di clima di tensione familiare e della qualità di parte civile), per il mancato esame di elementi richiedenti una verifica più penetrante (es. precedente incendio nello stabile citato nel primo grado) e per avere escluso le dichiarazioni a discarico per carenza di riscontri senza adeguata giustificazione. Inoltre la Cassazione ha richiamato l'obbligo di valutare la possibile riqualificazione del fatto come esercizio arbitrario delle proprie ragioni, accertando l'elemento psicologico (convinzione nella legittimità della pretesa) e la natura dell'azione svolta dalla ricorrente (per conto del proprietario o per interesse proprio). Conseguentemente la decisione di merito è stata annullata con rinvio per ulteriore motivazione e nuovo esame.
Norme richiamate
Le Sezioni Unite hanno precisato che le dichiarazioni della persona offesa possono valere da sole per la condanna, ma richiedono una verifica della credibilità soggettiva e dell'attendibilità intrinseca più penetrante e rigorosa; se la persona offesa è parte civile è opportuno cercare riscontri e motivare adeguatamente l'apprezzamento probatorio
Norma sull'estorsione; la Corte ha richiamato la distinzione tra estorsione e esercizio arbitrario delle proprie ragioni, soprattutto con riguardo all'elemento psicologico e all'eventuale concorso di persone
Norma sull'esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, quando il fatto è commesso da un terzo per tutelare un diritto altrui, occorre valutare se l'agente abbia agito esclusivamente per esercitare tale diritto per conto del titolare o anche per interesse proprio, condizione necessaria per escludere la configurazione dell'estorsione
Richiamato in riferimento alla tentata consumazione del reato: la qualificazione come tentata estorsione richiede valutazione degli atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la vittima
Massime di principio
- La testimonianza della persona offesa può da sola sostenere una condanna, ma deve essere valutata con motivazione più penetrante e rigorosa: occorre esaminare credibilità soggettiva e attendibilità intrinseca, soprattutto se la persona offesa è parte civile.
- In presenza di clima di tensione tra le parti o di contraddizioni contestabili, il giudice deve cercare e motivare l'eventuale ricorso a riscontri oggettivi; l'omissione di rilevanti elementi fattuali (es. un incendio nello stabile) può rendere la motivazione viziata.
- Le dichiarazioni a discarico non possono essere automaticamente scartate per la sola assenza di riscontri: il giudice deve valutare il loro contenuto e motivare la ponderazione probatoria.
- Per distinguere estorsione da esercizio arbitrario delle proprie ragioni bisogna accertare l'elemento psicologico (se l'agente credeva nella legittimità della pretesa) e se il terzo agiva esclusivamente per conto del titolare del diritto o anche per un interesse proprio.
- La delega formale o fattuale (es. incarico alla riscossione dei canoni) incide sulla qualificazione giuridica della condotta e deve essere adeguatamente considerata nel giudizio di merito.
- Se la motivazione di merito è contraddittoria, insufficiente o omette valutazioni rilevanti, la Cassazione può annullare con rinvio per un nuovo esame motivato secondo i principi indicati.
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